John Elkann The Economist investimento Exor
John Elkann (Photo by Mark Thompson/Getty Images)

La partecipazione di controllo in Gedi, gruppo editoriale che pubblica tra le altre testate La Repubblica e La Stampa, non è l’unico investimento nel settore media di Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann cui fanno capo anche Fca, la Ferrari e la Juventus.

Exor, di cui Elkann è presidente, è anche il primo azionista di The Economist, società editoriale britannica che pubblica anche il prestigioso settimanale omonimo. Elkann d’altronde è da sempre appassionato di editoria e anche quando in casa Fca gestiva tutto l’ex amministratore delegato Sergio Marchionne (scomparso nel 2018), il nipote dell’avvocato Giovanni Agnelli, prima dell’acquisizione di Gedi (nel 2019) si occupava in prima persona della partecipata Rcs, società che edita Il Corriere della Sera a quei tempi partecipata dalla casa automobilistica italo-statunitense.

Perché John Elkann ha investito in The Economist

L’Economist tuttavia non è un investimento qualunque. E non solo per il prestigio della testata, da sempre punto di riferimento per il mondo del business internazionale. E neanche perché chiude da anni con i conti in attivo: nel bilancio 2019/20 (chiuso a giugno) il gruppo ha registrato profitti per 21 milioni di sterline (23,2 milioni di euro).

The Economist Group ha un azionariato formato da alcune storiche famiglie del capitalismo britannico e in questo senso è una sorta di salotto buono degli affari d’Oltremanica.

Elkann, d’altronde, è da sempre un convinto assertore del capitalismo familiare e dei vantaggi derivanti dal fatto che i rappresentanti delle principali dinastie imprenditoriali dialoghino tra loro e si scambino know how ed esperienze per poter portare avanti le proprie imprese.

Chi sono i soci di The Economist assieme alla Exor degli Agnelli-Elkann

Fondato nel settembre 1843, The Economist Group ha un capitale diviso tra azioni di classe A (speciali) e titoli di classe B (ordinarie). Va detto che nello statuto si precisa che nessun azionista può detenere più del 50% del capitale e che nessun socio può esercitare più del 20% dei diritti di voto durante l’assemblea degli azionisti. Anche se possiede quote superiori.

Le azioni di classe B sono principalmente detenute da lavoratori, ex lavoratori, discendenti delle famiglie fondatrici e più recentemente da Exor che nel 2015 ha aumentato la propria quota al 43,4% diventando il primo azionista della società.

Le azioni speciale di classe A sono invece in possesso di azionisti individuali tra cui spiccano famiglie importanti del capitalismo britannico some i Cadbury, i Layton, gli Schroedr e i Rothschild, ovvero il ramo inglese della storica dinastia di banchieri. In aggiunta a questi sono in possesso di azioni di classe A i giornalisti o ex giornalisti della testata.

E queste contano anocra molto, visto che il cda del gruppo è composto da 13 membri, di cui sette nominati dai detentori di azioni di classe A e sei da Exor in qualità di primo azionista generale della società.

GUARDA LAZIO-JUVENTUS IN STREAMING SU DAZN. CLICCA QUI PER ABBONARTI

2 COMMENTI

  1. Negli ultimi 8 anni Elkann/Agnelli hanno investito circa 1 miliardo di euro in giornali di carta, come nessuno in Europa e forse nel mondo, che non hanno prodotto 1 euro di utile a fronte dell’investimento, nello stadio, fondamentale per lo sviluppo della Juventus,di ZERO euro, ciò la dice lunga sull’effettivo affetto dei 2 per la Juventus.

  2. Negli ultimi 8 anni Elkann/Agnelli hanno investito circa 1 miliardo di euro in giornali di carta, come nessuno in Europa e forse nel mondo, che non hanno prodotto 1 euro di utile a fronte dell’investimento, nello stadio, che doveva rappresentare il volano, fondamentale per sviluppo della Juventus,di ZERO euro: ciò la dice lunga sull’effettivo affetto dei 2 per la Juventus.Dal 2005 Il Real Madrid ha investito e sta investendo 700 milioni nel Bernabeu, il Barcellona una cifra simile col CampNou,Il Bayern Monaco compresa l’Allianz Arena 2 centri sportivi costruiti 460 milioni . Non a caso oggi insieme al Manchester United proprietario del più redditizio stadio inglese ora quello del Tottenham sono e saranno i club più ricchi del mondo.