Come fare tampone rientro vacanze estero
Test tamponi coronavirus (Photo Samantha Zucchi Insidefoto)

La Lega Serie A, con il supporto della Federazione Medico Sportiva Italiana e del suo Presidente Maurizio Casasco, per tutelare la salute dei tesserati e garantire la prosecuzione delle competizioni, studierà, nei prossimi giorni, le modalità per implementare ulteriormente per la Serie A il protocollo medico, sulla base di quello già predisposto da FIGC e CTS.

La FMSI, inoltre, individuerà e proporrà alla Lega Serie A il protocollo secondo cui dovranno essere effettuati i tamponi per la ricerca del SARS-Covid 19, anche nell’auspicata ipotesi di centralizzazione già discussa in Consiglio.

“In un mondo professionistico come questo non si può andare avanti con il ‘fai da te’, servono un metodo, un sistema e un protocollo su base scientifica e unitaria”, ha detto il numero uno della FMSI, Maurizio Casasco, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. “Prendete la Uefa: sta facendo cose assolutamente normali che noi come Fmsi avevamo suggerito da tempo. Ora occorre procedere. Ci deve essere un sistema centrale e uniforme, con un unico metodo di controlli fatti in un solo laboratorio qualificato per tutti i club di A e con le stesse procedure di analisi”.

“Dunque medesima attenzione al prelievo, che va fatto correttamente per non rischiare falsi negativi, e col tracciamento della cellularità”, spiega Casasco che su come isolare i calciatori venuti a contatto con un positivo propone: “Quando una squadra di Serie A trova un positivo gli altri non devono andare in isolamento fiduciario presso una struttura concordata come per l’attuale protocollo Figc, ma in un’unica struttura concordata, tutti insieme, in un albergo o un centro sportivo, non a casa propria, perché i contatti con la famiglia mettono a rischio tutti”.

“Unici spostamenti consentiti quelli per il campo di allenamento e gli stadi. Una mezza bolla insomma. Inoltre servono tamponi antigenici, per capirci quelli rapidi che tra l’altro costano pochissimo, da fare ogni due giorni nello spogliatoio dal medico del club: anche quelli uniformati e autorizzati. E il molecolare va fatto 24 ore prima del match e non 48, in modo da arrivare più a ridosso possibile dell’incontro”.