Quanto parte Serie A 2020-2021
Zlatan Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

«Sarebbe controproducente se in Italia facessimo i virtuosi e gli altri Paesi, le altre leghe, no: verrebbe depauperato il patrimonio tecnico del nostro campionato. Ecco perché ha fatto bene il presidente della Figc, Gabriele Gravina, a scrivere alla Uefa affinché a livello europeo avvenga un allineamento sul tema dei salari».

E’ questa la posizione del presidente della Lega di Serie A, Paolo Dal Pino, rispetto alla proposta di introdurre un tetto salariale (salary cap) nel calcio italiano per contenere gli effetti negativi sui conti dei club della pandemia di Covid.

Dopo gli accordi presi singolarmente da ciascun club nella stagione 2019/2020, la riflessione sugli stipendi dei calciatori è ritornata di stretta attualità a livello di sistema a fronte delle previsioni di ingenti perdite per i club italiani proprio alla luce delle chiusure decise dal governo a fronte dell’emergenza sanitaria.

Si parla di 600 milioni di ricavi in meno a causa della chiusura degli stadi per il Covid. Ma anche sul fronte della liquidità sono moltissimi i club che non se la passano bene, tanto da avere difficoltà proprio a pagare gli stipendi ai propri tesserati.

«Siamo molto vicini al disastro economico-finanziario», ha spiegato Dal Pino al Corriere della Sera, «Da un lato lavoriamo con la Figc per misure sul ritardo dei pagamenti o l’introduzione di un salary cap. Dall’ altro, se non avremo respiro attraverso ristori e dall’entrata in scena dei fondi nella media company della Lega, il rischio che il sistema si fermi è molto alto».