Milan Webuild San Siro – Lo stadio di proprietà è una priorità del Milan targato Elliott, come sottolineato nella giornata di ieri dal presidente Scaroni: «Seguo con molto impegno il progetto stadio, perché è un ingrediente fondamentale per l’economia del club».

Il progetto, in condivisione con l’Inter, prevede la realizzazione del nuovo impianto nell’area di San Siro adiacente al Meazza. L’intervento prevede anche la realizzazione di un business park, un hotel e residenze, come ricorda MF-Milano Finanza.

Il Comune di Milano è favorevole all’iniziativa ma, complici le elezioni amministrative della prossima primavera, fino a ottobre-novembre 2021 non arriverà il via libera definitivo all’opera. Inoltre, come riferiscono fonti politiche, i contatti si sono interrotti da inizio luglio.

Scaroni a proposito di questo ieri ha detto: «A luglio dello scorso anno è stato presentato progetto. Giunta e consiglio hanno chiesto modifiche e nei prossimi giorni presenteremo il nuovo progetto al Comune».

Ma la partita immobiliare è strategica ed inizia ad attrarre interessi. Generali si è già chiamata fuori e Coima resta in attesa di novità. Nel frattempo, si è mosso Webuild (ex Salini Impregilo), pronto a scendere in campo. Il general contractor romano, che nella sua storia ha realizzato otto impianti sportivi nel mondo, tra i quali lo stesso San Siro e l’Olimpico di Roma, guarda con attenzione all’operazione anche perché la parte commerciale può generare ingenti ricavi.

In tal senso non è sfuggita la notizia del ritorno nel cda del Milan di Massimo Ferrari, general manager di Webuild con una lunga esperienza nel risparmio gestito e consigliere di Tim, Equita e Cairo Communication. Ferrari è un tifoso rossonero e membro dell’Associazione dei Piccoli Azionisti del Milan.

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