Amazon Bundesliga in streaming
(Photo by Lionel BONAVENTURE / AFP) (Photo credit should read LIONEL BONAVENTURE/AFP via Getty Images)

In Europa esiste un variegato universo di piattaforme in streaming, a pagamento o gratuite, al di fuori dei consueti Netflix, Amazon, ecc. Sono indipendenti, offrono buone opportunità ai film d’autore e ai documentari, crescono del 270% e sono associate in Eurovod.

Il quotidiano Italia Oggi fa il punto sul settore dello streaming in Europa mettendo in evidenza molte realtà del settore. E lo fa partendo da un incontro al Miamarket di Roma (il mercato internazionale dell’audivisivo) che era dedicato ai nuovi modelli di business nella distribuzione digitale di prodotti audiovisivi. Il tutto con lo scopo di presentare ai produttori italiani anche piattaforme alternative ai consueti colossi alla Netflix, Amazon, Disney+ o Apple tv.

“C’è tutto un mondo di contenuti che non trovano distribuzione e che noi possiamo invece ospitare con soddisfazione reciproca. Negli ultimi mesi su Chili sono arrivati circa 50 prodotti, tra documentari e film d’autore, che hanno avuto successo», ha spiegato Giorgio Tacchia, fondatore e amministratore delegato di Chili, uno dei principali player italiani del comparto.

In Spagna per esempio Filmin è la più importante piattaforma di streaming di contenuti indipendenti. Costa 7,99 euro al mese, nel 2019 ha chiuso con ricavi per sei milioni di euro, e, come ha raccontato a Italia Oggi Jaume Ripoll, fondatore e direttore editoriale, «abbiamo un catalogo di 9.400 film, 4.300 episodi di serie tv, 3.300 film classici e 1.800 documentari. I titoli su Filmin sono al 63,88% prodotti in Europa, al 20,11% negli Usa e al 16% nel resto del mondo. I nostri abbonati guardano in media 13 titoli al mese, e la share della piattaforma Filmin arriva al 45% dalle smart tv, al 35% da computer, al 12% da tablet e al 10% da smart phone».

La più importante associazione europea, che raggruppa molte piattaforme indipendenti Vod (Video on demand) di contenuti in streaming prodotti nel Vecchio continente, si chiama Eurovod, nata nel 2010 e di cui la veneta Silvia Cibien è general delegate. Ne fanno parte 31 piattaforme Vod, da Cinema service platform a Vod factory, da Film doo a Universe ciné, da Kinofondas a Svevid, «e rappresentiamo un catalogo complessivo composto al 78% di contenuti europei. Le nostre piattaforme», ha spiegato Cibien, «sono cresciute del 270% durante il lockdown, rispetto a un incremento solo in doppia cifra delle piattaforme più affermate».

Eurovod realizza un interessante report annuale sullo stato del comparto (con dati trasparenti relativi alle varie piattaforme) che può essere molto utile per i produttori indipendenti italiani alla ricerca di sbocchi distributivi, soprattutto in un periodo come questo, nel quale il circuito delle sale cinematografiche