(Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

La Lega Serie A si prepara a valutare le due proposte delle cordate di private equity composte dal trio Cvc-Advent-Fsi e dal duo Bain-Nb Renaissance. Lo farà oggi, mercoledì 9 settembre, quando si terrà l’assemblea di Lega.

MF-Milano Finanza ha avuto accesso ai dettagli delle offerte dei fondi, che puntano entrambe al 10% della newco in cui Lega e club farebbero confluire i diritti della Serie A. La società è valutata 16,25 miliardi da CVC, che offre quindi 1,625 miliardi (300 milioni di rinuncia ai dividendi per le prime quattro stagioni).

Bain mette invece sul piatto 1,350 miliardi, valutando quindi la media company 13,5 miliardi. Il prezzo offerto da CVC sarebbe quindi superiore di 275 milioni, ma occorre tenere conto anche delle modalità di copertura del minimo garantito.

Entrambe le proposte garantiscono ai club ricavi minimi per 1,5 miliardi annui per il primo ciclo triennale, ma differiscono sulle modalità con cui colmare eventuali divari tra minimo garantito e fatturato effettivo. CVC garantisce 1,5 miliardi nel triennio: a 300 milioni di finanziamento alla newco si aggiungono 400 milioni per tre stagioni (1,2 miliardi in totale) di prestito richiesto a Goldman Sach i cui oneri fanno capo alla newco e quindi soprattutto alla Lega e ai club.

Nell’offerta di Bain invece il minimo garantito sarebbe coperto, in caso di gap con il fatturato effettivo, da risorse addizionali sborsate dai fondi nella forma di rinuncia ai dividendi, prezzo differito ed equity a integrazione.

Sulle modalità di pagamento, CVC corrisponde gli 1,625 miliardi in quattro tranche: 530 milioni al closing previsto a inizio 2021 (di cui 300 finanziamento della newco e 230 ai club), 340 milioni ad agosto 2021, 365 milioni ad agosto 2022 e 390 milioni ad agosto 2023.

Bain invece spalma il prezzo in tre tranche: 810 milioni al closing di inizio 2021, 270 milioni a 12 mesi dal closing, 270 milioni a 24 mesi dal closing. Da questo punto di vista l’offerta di Bain verrebbe incassata prima, il che la rende particolarmente attraente per i club a rischio di retrocessione, dato che in caso di discesa in Serie B, in entrambe le proposte si perde il diritto a incassare le successive tranche di prezzo.

Infine, in relazione alla governance, entrambe le offerte riservano ai fondi la designazione dell’a.d. della newco e, di fatto, la responsabilità per definizione ed esecuzione del business plan. Ai club spetterebbe la nomina del presidente della media company. Difficilmente, in ogni caso, oggi si arriverà a un voto decisivo sulle offerte dei private equity.