Serie A stipendio minimo calciatore
(foto Insidefoto.com)

L’impatto Covid-19 sui bilanci delle società è uno dei principali temi di confronto tra gli analisti, i professionisti, gli organi di controllo e gli amministratori. Nelle società calcistiche che chiudono l’esercizio al 30 giugno il problema è diventato urgente e la valutazione di alcune particolari poste di bilancio potrebbe essere riconsiderata anche alla luce dei correnti principi contabili.

Occorre infatti considerare che in un esercizio, nel quale un evento straordinario come il Covid ha ridotto i ricavi da  ticketing, diritti tv e sponsor, l’adozione dei consueti criteri contabili, per i quali la Lega serie A ha chiesto un adeguamento alla FIGC, determinerebbe per tutte le società, nessuna esclusa, perdite superiori al capitale sociale e alle riserve che, in assenza degli  specifici temporanei provvedimenti di emergenza, determinerebbero  lo scioglimento delle società ex lege.

Tale situazione, anche senza attendere la prossima entrata in vigore del Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza (Decreto Legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 ) anch’esso rinviato ex Covid, costituirebbe comunque un presupposto perché sia valutata la perdita della continuità aziendale che, in situazioni di precario equilibrio finanziario potrebbe determinare una crisi irreversibile.

Al fine di poter esprimere differenti, e più coerenti con la situazione straordinaria, valutazioni contabili, nell’alveo dei correnti principi contabili, le società stanno individuando, in accordo con gli organi di controllo, metodi alternativi per la valutazione delle poste di bilancio maggiormente influenzate dal Covid, prima fra tutte gli ammortamenti.

È infatti evidente che mentre nella fase pre lock-down l’ammortamento del costo del cartellino a quote costanti, proporzionali alla durata del contratto, rappresentava correttamente il suo ammortamento, risulterebbe ora più complesso determinare una corretta ripartizione del costo nel caso in cui, come è avvenuto, sia sospesa l’attività.

L’OIC (Organismo Italiano di Contabilità – bozza del 16 luglio 2020) ha pubblicato una bozza sulla “Modifica del metodo di ammortamento delle immobilizzazioni materiali e immateriali” che, integrando quanto già disposto dagli altri principi contabili, esamina il caso in cui i cespiti, nel caso qui trattato i calciatori, cioè il costo dei loro cartellini, siano stati inutilizzati o utilizzati molto meno rispetto alle normali capacità produttive.

In un’ottica sistematica occorre fare riferimento sia al principio contabile OIC 24 (Immobilizzazioni Immateriali) che al principio contabile OIC 16 (immobilizzazioni Materiali) laddove prevedono che i metodi di ammortamento devono assicurare una razionale e sistematica imputazione del valore dell’immobilizzazione durante la stimata vita utile, cioè il periodo di tempo durante il quale l’impresa prevede di utilizzare l’immobilizzazione.

Infatti, entrambi i principi (OIC 16 – paragrafi 65 e 66 e OIC 24 – paragrafo 63) ammettono diversi metodi:

  • il metodo a quote costanti, valore del bene (nel caso trattato, il costo del cartellino ripartito per gli anni di durata del contratto).
  • il metodo a quote decrescenti, quando sia previsto che il bene sia utilizzato maggiormente nella prima parte della sua “vita utile”.
  • il metodo per unità di prodotto, che consiste nel calcolare una quota di ammortamento basata sull’utilizzo atteso o sulla produzione ottenuta dal bene.

Inoltre, la bozza OIC citata in precedenza ricorda che:

Il metodo di ammortamento prescelto è riesaminato qualora non più rispondente alle condizioni originarie previste nel piano di ammortamento”.

Considerando che la sospensione delle attività ha comportato il differimento di molte partite, assimilabili  nel caso trattato alle “unità di prodotto” dall’esercizio chiuso al 30 giugno scorso a quello successivo, è corretto ritenere che la modifica del metodo di ammortamento da “quote costanti” a “unità di prodotto”, garantisca una migliore ripartizione per competenza dei costi, con un significativo alleggerimento dei costi imputabili all’esercizio 2019/2020, che sarebbero così rinviati a quello successivo.

Il cambiamento di metodo di ammortamento rappresenta una modifica di stima contabile ai sensi dell’OIC 29 e quindi deve essere contabilizzato prospetticamente.

La citata bozza raccomanda di:

  1. stimare la capacità produttiva residua dell’immobilizzazione alla data del cambiamento di metodo di ammortamento,
  2. determinare le quantità prodotte nell’esercizio dalla data del cambiamento di metodo di ammortamento,
  3. calcolare la quota di ammortamento da imputare a conto economico moltiplicando il rapporto tra b) ed a) per il valore contabile dell’immobilizzazione, valore originario al netto degli ammortamenti ed eventuali svalutazioni fino a quel momento effettuati, al tempo di tale cambiamento.

Assimilando le partite di calcio alle unità di prodotto e applicando tale metodo ai valori reali, come reperibili in rete, di una delle principali squadre di serie A, la riduzione dei costi in bilancio sarebbe di circa 28 milioni di euro:

Rif. ammortamento “Covid”
(unità di prodotto/partite)
ammortamento ordinario
(a quote costanti/durata contratto)
differenza
1 91.715 120.375 28.660
2 2.666.667 7.000.000 4.333.333
3 4.876.190 6.400.000 1.523.810
4 3.809.524 5.000.000 1.190.476
5 4.059.406 5.327.972 1.268.566
6 1.923.810 2.525.000 601.190
7 3.687.619 4.840.000 1.152.381
8 3.047.619 4.000.000 952.381
9 3.375.150 4.429.883 1.054.733
10 1.351.403 3.547.434 2.196.031
11 5.925.926 7.777.778 1.851.852
12 1.000.000 3.500.000 2.500.000
13 380.952 1.000.000 619.048
14 2.857.143 3.750.000 892.857
15 2.438.095 3.200.000 761.905
16 1.676.190 2.200.000 523.810
17 1.219.048 1.600.000 380.952
18 186.466 244.737 58.271
19 6.531 8.571 2.040
20 110.053 6.933.351 6.823.298
TOTALE 44.689.507 73.405.101 28.715.594

 

Ovviamente la modifica del metodo di ammortamento non è un pasto gratis, gli effetti si trasleranno sull’esercizio successivo dove, salvo ulteriori provvedimenti d’emergenza, le regole saranno quelle vecchie, fra tutte, scioglimento ex lege salvo la ricapitalizzazione e, dal 1° settembre 2021, anche quelle nuove, Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza.

Articolo a cura di Giovanni Capuano