L'ex presidente del Milan, Yonghong Li (Foto: YouTube)
L'ex presidente del Milan, Yonghong Li (Foto: YouTube)

Dovrebbero arrivare a Milano gli atti richiesti dalla Procura all’autorità giudiziaria cinese tramite rogatoria nell’ambito dell’indagine con al centro dell’acquisto del Milan da parte di Yonghong Li, l’uomo d’affari cinese finito indagato per false comunicazioni sociali. Lo riferisce l’agenzia ANSA.

L’inchiesta milanese, coordinata dall’aggiunto Fabio De Pasquale e dal pm Paolo Storari, era nata in seguito a un rapporto depositato dalla Guardia di finanza che conteneva tre “segnalazioni di operazioni sospette”.

Da qui l’avvio degli accertamenti e l’ipotesi di falso in bilancio nei confronti dell’imprenditore cinese, che è sospettato di aver nascosto la sua reale situazione finanziaria ai tempi in cui era azionista del club e stava cercando di ricapitalizzarlo.

Ecco quanti soldi ha perso Yonghong Li investendo nel Milan

Nel febbraio del 2018, secondo gli accertamenti, Yonghong Li aveva assicurato con un comunicato ufficiale che la situazione relativa alle sue “risorse personali” era “completamente sana” nonostante la Jie Ande, la holding indicata tra i suoi principali asset per rilevare da Fininvest il club calcistico (poi passato al fondo Elliott), un mese prima fosse stata dichiarata fallita dal Tribunale del popolo di Shenzhen.

Inquirenti e investigatori hanno deciso di avviare rogatorie per far luce sulla provenienza dei soldi sborsati per l’acquisto della squadra rossonera e, in particolare, su alcuni conti anche in banche a Hong Kong.

Dopo un primo contatto nei mesi scorsi tra la Procura milanese e l’autorità giudiziaria cinese e di Macao, con richieste di chiarimenti, le stesse autorità di recente hanno fatto sapere, da quanto si è appreso, che invieranno gli atti a Milano.