Milan ricorso Boban
Zvonomir Boban (Photo Insidefoto)

Zvonimir Boban è tornato a parlare del Milan, a cinque mesi dalla sua uscita dalla società rossonera di ci era il Chief Football Officer. Nell’intervista alla Gazzetta dello Sport non mostra rimpianti e ora si gode i successi del Diavolo da tifoso, come sottolinea parlando della ripresa del calcio post lockdown: “Mi sono divertito tanto, soprattutto per il Milan che è stato super”.

Un Milan che si è affidato a due pilastri fondamentali: Pioli e Ibrahimovic. Per quanto riguarda la conferma del tecnico emiliano, l’ex dirigente rossonero ha detto: “Stefano è un’ ottima persona e un ottimo allenatore, ci siamo sentiti dopo la firma e mi ha fatto tanto piacere. Sono soddisfatto, ha fatto un lavoro di assoluto livello. Alla fine, Pioli era la nostra scelta nel momento di grande difficoltà ed è bello vedere tanti grandi progressi della squadra e anche suoi”.

Sul campione svedese, per il cui ritorno Boban è stato fondamentale, ha detto: “Ibrahimovic è un genio, una forza della natura e fa ancora la differenza. Dopo il mercato estivo l’anno scorso ho dichiarato che ci servivano due giocatori di esperienza. Con Ibrahimovic e Kjaer, in più con la straordinaria esplosione di Rebic che è un vicecampione del mondo e un giocatore di buona esperienza, il Milan è diventato molto più maturo e sicuro di sé. Di conseguenza, quasi tutti i giocatori si sono trasformati in meglio”.

“Per quanto riguarda la sua permanenza – prosegue Boban -, Ibra avevo chiesto a febbraio di rinnovare il suo contratto perché avevamo con lui un gentlemen agreement: il patto era che, se non fosse stato sufficientemente in forma, avrebbe smesso da solo. Ecco, ero sicuro che non ci sarebbero stati problemi con lui, perché Zlatan è consapevole di se stesso e del suo corpo. Però il rinnovo in quel momento non si è potuto fare, diciamo così. È fondamentale che rimanga ancora almeno per un anno. La sua importanza è evidente e ha molteplici aspetti”.

La squadra rossonera ha le sue fondamenta perciò su due uomini scelti dallo stesso Boban, che ora non potrà godere dei successi del suo operato come addetto ai lavori ma solo come tifoso. Però il dirigente croato non mostra rimpianti: “Rifarei tutto, non potevo rischiare di vedere nello specchio uno sconosciuto con la mia faccia. Personalmente sono felice che tante decisioni discusse e non capite si siano rivelate di alto livello. Ora tutti vedono che le nostre scelte, tra mille complessità, non sono state fatte invano e che la base per un vero Milan c’è. Abbiamo fatto tutto in pochi mesi. Il fatto è che bisogna sapere che il tempo calcistico è diverso da quello normale, sono pochi a capirlo e pochi ad avere la pazienza di aspettare. Auguro a quelli che lavorano ancora nel Milan di completare l’opera nei migliore dei modi e nel rispetto della grandezza e della storia del nostro club”.

Tra questi c’è il suo compagno di viaggio, Paolo Maldini, sul quale ha detto: “Dovrebbe certamente avere un ruolo centrale, per mille motivi ma sopratutto per quello della competenza dimostrata. Ci siamo divertiti troppo poco tempo ma c’est la vie”.

Chiosa finale sul futuro del Diavolo: “Da tifoso sogno che il Milan torni là dove è il suo posto naturale, tra i migliori, tra quelli che vincono. Ma per essere là bisogna investire bene, la base adesso almeno c’è. Credo però che manchi ancora un 30/40 per cento per essere una squadra top in Italia e in Europa».