Rojadirecta Liga spagnola

E’ scontro aperto tra la Liga spagnola e la piattaforma Rojadirecta, in relazione all’attività del noto sito internet.

Il sito web ha risposto questo giovedì a un comunicato del massimo campionato spagnolo – datato 6 ottobre – che sottolineava: «Rights Alliance ha ottenuto, insieme alla Liga, che la Corte suprema orientale della Danimarca ratificasse che il servizio di sport in diretta Rojadirecta è illegale e dovrebbe quindi essere bloccato dai fornitori danesi di Internet».

Rojadirecta – scrive Marca – ha replicato che il Tribunale danese di seconda istanza (Ostre Landsret): non afferma che il servizio è illegale, non sostiene che si tratti di un servizio dedicato ad attività illegali e che si tratta dell’equivalente di una misura cautelare in una fase preliminare in Spagna.

Rojadirecta ha precisato che «chi ha elaborato la risoluzione è l’Ostre Landsret, il Tribunale di seconda istanza che risolve i ricorsi in Danimarca. La Corte suprema della Danimarca non ha emesso alcuna risoluzione in merito».

«Non vi è stato alcun procedimento e quindi nessuna sentenza. La risoluzione adottata è l’equivalente in Spagna di un una misura cautelare in una fase preliminare di un procedimento che non era nemmeno iniziata», ha aggiunto il sito web in una nota.

Rojadirecta ha inoltre osservato che «la risoluzione è emessa in una fase preliminare del procedimento, e pertanto, non si può affermare nulla in relazione al merito della questione, che sarà discusso nel procedimento che è attualmente in corso come parte integrante dell’ottenimento di un’ingiunzione del Tribunale».

«Ciò che la risoluzione dice – conclude la nota – è che Rojadirecta potrebbe essere un semplice intermediario della società dell’informazione e, quindi, non responsabile dei contenuti che vi sono riportati. In altre parole, l’unica menzione fatta dalla risoluzione sulla liceità o l’illegittimità del servizio è, appunto, che potrebbe essere del tutto lecito ma che è irrilevante di fronte alla sospensione dell’attività mentre si trovano sul sito collegamenti che conducono a pagine web di terzi».