Sale scommesse quando riaprono
(Photo Illustration by Lars Baron/Bongarts/Getty Images)

Sale scommesse quando riaprono – Si completa il quadro delle ordinanze regionali che assicurano la ripartenza delle sale giochi e scommesse, a tre mesi dal lockdown scattato per il contenimento della diffusione del Coronavirus.

Dopo il DPCM del Governo dello scorso 11 giugno, che recepiva le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni, il Molise per primo ha decretato la riapertura delle sale con una ordinanza «immediatamente esecutiva».

Due giorni dopo, il 13 giugno, come riporta l’agenzia specializzata Agipronews, è toccato alla Toscana, mentre oggi riaprono le sale slot, scommesse e bingo in Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Valle d’Aosta, Friuli, Lombardia, Umbria, Campania e Puglia. Apertura rimandata al 19 giugno per Emilia-Romagna, Liguria, Veneto e Calabria.

Sale scommesse quando riaprono – Le regioni in stand-by

Sono ancora in stand-by le Marche, dove il presidente Luca Ceriscioli non ha ancora firmato l’ordinanza di riapertura, e il Trentino Alto Adige (la Provincia Autonoma di Trento, nei giorni scorsi, aveva approvato una delibera che confermava la sospensione fino al 14 luglio).

Il Lazio rimanda l’apertura al 1° luglio: tra le Regioni a statuto ordinario, l’ordinanza di Nicola Zingaretti è il provvedimento che allunga di più i tempi per l’apertura delle attività di gioco, mentre il provvedimento più restrittivo è quello di Vincenzo De Luca, che – per evitare assembramenti – ha vietato la trasmissione delle partite di calcio e di altri eventi sportivi sulle tv all’interno dei negozi di gioco in Campania.

Per quanto riguarda i casinò, oggi riapre le porte il Casinò di Saint Vincent, seguito domani da Sanremo; per ultimo, il 19 giugno, riaprirà il Casinò di Venezia. Le sale giochi e scommesse dovranno rispettare le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni la scorsa settimana, che prevedono la riorganizzazione degli spazi e il distanziamento sociale per evitare assembramenti, l’uso della mascherina, una cura assidua dell’igiene, favorire il ricambio d’aria e incentivare i pagamenti elettronici.

Una “determina” del direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, Marcello Minenna, ha fissato le sanzioni in caso di violazione delle norme e dei protocolli sanitari, che vanno dalla diffida in caso di prima violazione, fino alla sospensione da uno a 5 giorni e all’invito di provvedere agli adeguamenti necessari.

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