quando riaprono i tribunali
La protesta dell'AIGA, (Photo Samantha Zucchi Insidefoto)

Quando riaprono i tribunali? È arrivato il via libera dal Governo. “Grazie al mutamento del contesto sanitario, è giunto il momento di un ritorno alla normalità per la giustizia”, ha detto ieri il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede lo fa al Senato, rispondendo al question time.

Una ripresa che, stando alle parole dello stesso Bonafede, avverrà “senza rischi per la salute dei cittadini e degli addetti ai lavori”, grazie all’installazione nei tribunali di “tutti i presidi di sicurezza necessari secondo le indicazioni dell’autorità sanitaria”.

Quando riaprono i tribunali, la data

“È imminente l’emanazione di una circolare che riequilibra il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo in modo da garantire, per quanto possibile, la regolare celebrazione delle udienze già a partire dal 1° luglio 2020”, ha aggiunto Bonafede.

Mentre rispondeva al question time in Senato, in Commissione Giustizia il governo ha dato parere favorevole agli emendamenti che prevedono la riapertura dei tribunali il 30 giugno,  presentati al dl Giustizia Fdi e il presidente della Commissione Andrea Ostellari (Lega) e il voto dell’Aula è atteso la prossima settimana.

Quando riaprono i tribunali, le reazioni

“La ripartenza della giustizia dal 30 giugno sarebbe sicuramente un bel segnale per gli avvocati e per i cittadini che attendono da mesi di veder riconosciuti i propri diritti, tenuto conto che le esigenze di natura sanitaria sono, al momento, ridotte e affievolite” sottolinea la presidente facente funzioni del Cnf, Maria Masi. L’organo istituzionale dell’avvocatura non starà a guardare: “vigileremo affinché la macchina della giustizia riparta con la più ampia e continuativa presenza dei cancellieri in tribunale, condizione necessaria e funzionale all’attività giurisdizionale stessa”.

“Abbiamo comunque deciso di tenere validi tutti gli atti e l’attività giudiziaria svolta nel frattempo, per evitare che la retrodatazione possa vanificare quanto è già stato svolto o anche solo programmato, per esempio, tenendo conto del maggiore spazio lasciato oggi alla possibilità di svolgimento da remoto dei procedimenti”, le parole del sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis (Pd).

Maggiormente cauta la reazione dell’Anm, secondo cui si tratta di «un segnale estremamente positivo alla luce del miglioramento delle condizioni epidemiologiche e del diverso impatto locale della pandemia. Questa nuova situazione consente un ripensamento delle stesse norme organizzative nella prospettiva dell’ auspicabile ritorno all’ attività ordinaria in tempi brevissimi. Va necessariamente sottolineato che il funzionamento regolare degli uffici giudiziari implica la piena capacità di lavoro anche del personale amministrativo, e di tutti i collaboratori, in condizioni organizzative e di sicurezza che non dipendono certamente dalla potestà organizzativa dei soli dirigenti degli uffici giudiziari».