Ricavi Serie A 2018-2019 in crescita a doppia cifra (+11%) dei ricavi a 2,5 miliardi di euro
(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Ricavi Serie A 2018-2019 – La Serie A ha visto nella stagione 2018/19 una crescita a doppia cifra (+11%) dei ricavi a 2,5 miliardi di euro. 

E’ quanto emerge dalla Deloitte Annual Review of Football Finance 2020, che non tiene conto dei ricavi legati alla gestione del parco calciatori, ma solo dei proventi da diritti tv, commerciali e stadio.

L’avvio di un nuovo accordo triennale sui diritti dei media ha comportato un aumento delle entrate delle trasmissioni dell’11%.

Tuttavia, dopo due stagioni consecutive di utili operativi, il campionato italiano ha registrato una perdita operativa di 36 milioni di euro a causa di un rapido incremento dei salari.

Ricavi Serie A 2018-2019, la crescita futura passa ancora dai diritti tv

«La Serie A», spiegano gli esperti di Deloitte, «cerca di recuperare il terreno perduto nei confronti di Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1, puntando su una crescita dell’appeal internazionale e sullo sviluppo di capacità di broadcasting proprie».

«Gli accordi sui diritti TV nazionali e internazionali», osservano gli analisti della società di consulenza, «scadono alla fine della stagione 2020/21, e la Serie A sta valutando la possibilità di aprire ad investimenti di Private Equity e/o alla creazione di una propria piattaforma in collaborazione con una terza parte. Le prossime decisioni prese dai club di Serie A saranno fondamentali per ridurre il gap di fatturato con Germania e Spagna».

Ricavi Serie A 2018-2019, la ricetta di Deloitte per la crescita

Secondo Deloitte, un ritorno alla profittabilità del calcio Italiano passa dal crescente interesse di investitori internazionali e da un approccio normativo e di governance più solido.

«La pandemia di COVID-19 provocherà una significativa riduzione delle entrate nel calcio italiano ed europeo», spiegano gli esperti dello Sports Business Group di Deloitte.

«Il ritorno al calcio giocato sarà importante per limitare l’impatto finanziario della pandemia, ma rimane incertezza sui tempi del ritorno dei tifosi negli stadi e sull’impatto su partner commerciali e broadcaster».