Simone Tomassetti (Twitter)

I social network, e il digitale in generale, sono strumenti sempre più importanti in ottica business per la sports industry. La presenza online, la capacità di monetizzare e di connettere i fan a livello globale sono opportunità che i player del settore devono conoscere e saper utilizzare. Abbiamo intervistato in esclusiva Simone Tomassetti, Head of Strategic Partnerships di Twitter per il Sud Europa, e abbiamo parlato degli sviluppi digitali del social network, cogliendo spunti interessanti e riflessioni sul tema digital.

“Twitter è una piattaforma unica. Rispetto ad altri social media che sono “look at me platform”, Twitter ha un approccio “look at this”. La grande caratteristica della stragrande maggioranza dei social è di essere autoreferenziali, mentre Twitter è una vera e propria finestra sul mondo che dà la possibilità di restare aggiornato, ti connette con quello che sta succedendo. Secondo uno studio di Comscore quando c’è un evento l’utilizzo della piattaforma cresce del 4%, a differenza delle altre che invece vedono decrementare il loro utilizzo del 2%. Questa è la grande diffrenza, come accennato all’inizio, di Twitter rispetto al resto dei social” – dice Simone.

I social network vivono la temibile presenza di fake news, un fenomeno in continua ascesa che rischia di sporcare l’insieme di contenuti raccolti minando l’attendibilità delle notizie presenti. In relazione a questo tema Simone spiega che “Twitter è diventata ormai la prima fonte della notizia e sono stati fatti molti investimenti sotto il punto di vista tecnologico sul controllo di quei tweet che possono contenere notizie provenienti da fonti non attendibili”. Ad oggi, senza necessità di segnalazione, circa un tweet su due viene automaticamente filtrato dagli algoritmi interni. Questo tipo di attività fa ben comprendere quanta attenzione venga posta sull’autorevolezza delle informazioni da condividere con gli utenti”.

La presenza online convive con la necessità dei club di cercare di monetizzare i contenuti proposti e creare quindi un guadagno tangibile diretto, oltre ad una serie di benefici indiretti spesso sottovalutati. Sono state tante le iniziative programmate che, per via della situazione pandemica in corso, hanno subito rallentamenti o cancellazioni. “In merito allo stato dell’arte sulle opportunità di monetizzare i contenuti su Twitter,a  causa del Covid19 la situazione è cambiata. Se ne avessimo parlato tre mesi fa avrei descritto uno scenario promettente, ma inevitabilmente la cancellazione o il posticipo della quasi totalità degli eventi ha inciso in maniera decisa, come per due grandi progetti come le Olimpiadi e gli Europei, per i quali Twitter ha accordi siglati con Discovery e Sky. Al netto dello stop dovuto all’emergenza coronavirus – continua Tomassetti –  la crescita è comunque evidente. Tre anni fa, come Sud Europa, avevamo due soli contratti di partnership siglati (Real Madrid e MotoGp), mentre oggi abbiamo più di cento partner. Questo incremento è stato possibile grazie allo sviluppo di nuovi contenuti. Certamente il mercato spagnolo ha iniziato da più tempo a sviluppare questo settore rispetto all’Italia, ma sono convinto che nei prossimi mesi il gap potrà assottigliarsi grazie a nuovi accordi commerciali. Cambiano, dunque, le strategie che modificano quella che è l’operatività giornaliera e le richieste dei partner sulle iniziative da mettere sul campo su Twitter.

Simone Tomassetti (Twitter)

In relazione a questo Simone spiega come “Il mio operato, pre lock down, era diviso per l’80% su campagne di monetizzazione e 20% su attivazioni puramente organiche. In questi ultimi due mesi la situazione si è completamente ribaltata e sono state tante le campagne organiche attivate, spesso a fini solidali. Mi auguro che questo periodo possa far scattare la scintilla per incentivare il digitale e la monetizzazione dei contenuti, ma certamente sta provocando una presa di coscienza importante.

La capacità di saper cogliere le opportunità di business offerte dal digitale è una strada in Italia rimasta inesplorata fino a qualche anno fa. Oggi, grazie anche al lavoro di Simone, la situazione è cambiata e i club italiani investono raccogliendo i frutti del proprio operato. “Quando annunciammo la partnership con la Roma, negli USA un articolo mise in evidenza il fatto che ci fosse un solo club in Italia che monetizzava con Twitter. Questo perchè, nell’ottica industriale dello sport americano, è quasi assurdo che questo non avvenga. Da allora abbiamo fatto tanti passi in avanti, ma rimane ancora molto da fare per raggiungere il livello di altri mercati internazionali. La presenza social e la strutturazione di attività legate all’online non possono ovviamente rappresentare il core business di una società ma portano dietro una serie di vantaggi evidenti. Solo il 5% dei tifosi del Real Madrid si trova in Spagna e pertanto c’è un’enorme fetta di tifosi che non hanno mai visto i Blancos dal vivo. È ovvio, quindi, capire quanto sia fondamentale impostare una strategia digitale per poter coltivare e coccolare una fanbase che è globalmente distribuita. Pertanto gli obiettivi non sono solo direttamente economici, ma anche legati alla riconoscibilità di un brand.

Occupandosi di Sud Europa e parlando del suo lavoro, è inevitabile non fare riferimento a LaLiga che rappresenta un modello di organizzazione per quanto fatto nell’ultimo decennio, riuscendo a diventare un marchio ancor più globalmente riconosciuto grazie al lavoro del comparto digitale. “La Liga è certamente nell’élite dell’industria digitale ed è uno dei migliori esempi in questo ambito. Prendendo come riferimento la Premier League, in Spagna ci si è resi conto della necessità di colmare questo gap  che oggi si è assottigliato grazie ad una serie di importanti investimenti a livello digitale e soprattuto sulle risorse umane e sui professionisti. In questo periodo abbiamo lavorato su tre grandi progetti: un concerto benefico che ha raccolto più di un milione di euro, un torneo di eSports a cui hanno partecipato gli stessi giocatori delle squadre come rappresentanti e un altro torneo di FIFA in collaborazione con NBA e NFL. Per LaLiga il digitale è un asset fondamentale e strategico. Per far capire di cosa si sta parlando basta vedere il suo organigramma sul sito e come le figure professionali sono inserite anche all’interno del board.”

C’è modo di parlare anche di gaming e eSports, un settore che anche grazie al lockdown e all’assenza di eventi fisici ha avuto modo di spingere la sua affermazione. Lo abbiamo visto con le iniziative portate avanti da LaLiga e dai numeri che Simone Tomassetti ci presenta. Il mondo del gaming – spiega – è in continua crescita e anche tramite i numeri in Twitter ci rendiamo conto di quanto questo scenario sia in evoluzione. Rispetto ai primi mesi del 2020, su Twitter a livello globale c’è stata una crescita del 71% delle conversazioni a tema gaming e 38% di autori unici in più.  Il trend di crescita è eccezionale e in Spagna abbiamo chiuso un accordo con Movistar Riders, una realtà che investe tanto sui giovani e nella formazione di talenti in academy. Questi dati sono la prova che quello del gaming è un mondo che non può essere sottovalutato”.

In chiusura un passaggio importante sui Fleet, un nuovo prodotto lanciato proprio ieri da Twitter che permette di “creare più velocemente conversazioni prendendo spunto da pensieri passeggeri e momentanei che sarà disponibile per tutti gli utenti della piattaforma”. Interpellato su questo, e sulla somiglianza con prodotti già presenti su altri social network, Simone spiega come “gli aspetti in comune con funzionalità simili presenti in altri social network sono tante, ma ciò che è importante è come si adattano queste novità all’audience di riferimento. È importante che sia l’Italia, dopo il Brasile, il paese in cui Twitter ha deciso di testare questo nuovo prodotto. Sono convinto che i Fleet verranno utilizzati in modo diverso  e in linea con le specificità di Twitter. Comunicare una notizia, mettere in collegamento le persone con varie community in qualsiasi luogo e momento, rimanere sempre aggiornati sugli ultimi accadimenti e, come nelle tipicità di Twitter, non puntare sull’autoreferenzialità ma piuttosto sulla comunicazione di eventi e notizie”.