Una sfida tra Benfica e Moreirense nel campionato portoghese (Photo by PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP via Getty Images)

Il Portogallo si prepara per la ripresa del campionato. Le squadre da ieri sono tornate in campo per gli allenamenti, dopo che domenica il governo portoghese ha dichiarato chiuso lo stato d’emergenza e ha dato il suo benestare per il ritorno in campo della Primeira Liga nell’ultimo fine settimana di maggio. Per il via libera definitivo per la ripresa della competizione manca solo l’ok del Ministero della Salute che si presume arriverà nei prossimi giorni, una volta controllato l’andamento dei contagi dopo la fine dell’emergenza.

Nel frattempo ieri le squadre sono tornate in campo per gli allenamenti, come riporta la Gazzetta dello Sport, dopo lo stop dello scorso 7 marzo.

Il governo ha già stabilito che le ultime 10 giornate si giocheranno a porte chiuse, resta da stabilire in quali stadi si giocherà, poiché non tutti gli impianti dei club della massima divisione portoghese rispettano le norme stabilite dal nuovo protocollo emanato dal Ministero per la ripresa, che prevede degli spazi precisi negli spogliatoi, nei corridoi e in panchina.

Sicuramente non si potrà giocare nelle isole (Madeira e Azzorre) visto che il governo obbliga a 2 settimane di quarantena i passeggeri in arrivo. Tra le opzioni al vaglio della Federcalcio portoghese vi è l’idea di usare i 9 stadi dell’Europeo 2004, ma ancora non è stata presa una decisione definitiva.

Il nuovo regolamento prevede inoltre l’utilizzo per ogni club di 2 autobus, 2 spogliatoi o uno molto grande, due divise da gioco (una per tempo), test rapido del Covid-19 prima di ogni gara, mascherine obbligatorie meno che in campo, numero limitato di giornalisti presenti. I giocatori in campionato potranno tornare a casa ma loro come i famigliari dovranno limitare al massimo le uscite fino alla fine del torneo.