Giuseppe Conte (Foto Samantha Zucchi Insidefoto)
Giuseppe Conte (Foto Samantha Zucchi Insidefoto)

Tasso di interesse prestiti garantiti dallo Stato – I prestiti fino a 25 mila euro garantiti al 100% dello Stato, attraverso il Fondo centrale di garanzia per le PMI, saranno quasi sicuramente i finanziamenti più richiesti da partite IVA e piccole e medie imprese, tra quelli previsti dal Decreto Liquidità.

Ma quale sarà il tasso di interesse applicato a questo genere di finanziamenti? Cerchiamo di capirlo attraverso quanto riportato nel testo del Decreto legge 8 aprile 2020 n. 23 e nella circolare interpretativa inviata dall’ABI alle banche.

Tasso di interesse prestiti garantiti dallo Stato – Che cosa dice il Decreto Liquidità

Il riferimento normativo è l’articolo 13 del Decreto Liquidità, che è bene ricordarlo potrà essere emendato in sede di conversione da parte del Parlamento, così come già accaduto per il Decreto Cura Italia.

Vediamo allora che cosa dice l’articolo 13 del Decreto Liquidità a proposito del tasso di interesse dei prestiti garantiti dallo Stato.

«Il soggetto richiedente (la banca, ovvero il soggetto che richiede l’attivazione della garanzia, ndr)», si legge nel testo del decreto, «deve applicare al finanziamento garantito un tasso di interesse che tiene conto della sola copertura dei costi di istruttoria e di gestione dell’ operazione finanziaria e, comunque, non superiore al tasso di Rendistato con durata residua da 4 anni e 7 mesi a 6 anni e 6 mesi, maggiorato della differenza tra il CDS banche a 5 anni e il CDS ITA a 5 anni, come definiti dall’accordo quadro per l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica di cui all’ articolo 1, commi da 166 a 178 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, maggiorato dello 0,20 per cento».

Tasso di interesse prestiti garantiti dallo Stato – Ad aprile tetto massimo dell’1,25%

Un vero e proprio labirinto verbale da cui proviamo ad uscire attraverso l’interpretazione fornita da Il Sole 24 Ore.

  • Per calcolare il tasso la banca deve prendere a riferimento il Rendistato. Esso viene rilevato ogni mese e l’ultimo livello, pubblicato dalla Banca d’ Italia a inizio aprile, segnava 1,034%. Anche se in realtà il Rendistato è un tasso molto ballerino: a gennaio era pari a 0,6% circa, a febbraio 0,38 per cento.
  • Poi c’è il passaggio sulla differenza tra il Credit default swap (l’indicatore che misura i tasso di rischio di un’impresa o di uno Stato) delle banche a 5 anni con quello dell’Italia (titoli di Stato) per lo stesso periodo.
  • Per calcolarlo si rinvia a una precedente norma che obbliga a prendere a riferimento una piattaforma privata di nome Markit e calcolare lì il Cds bancario.
  • Premesso che l’accesso a Markit richiede un pagamento di svariate migliaia di euro, non si capisce perché per legge si debba far riferimento ad essa.
  • Il punto è che nemmeno in questa piattaforma esiste un indicatore medio del settore bancario: c’è il Cds per ogni singola banca, ci sono le banche italiane e quelle straniere.
  • Come calcolarlo? Nel dubbio l’ orientamento interpretativo che prevale da parte del sistema bancario è di non tenere conto di questa voce.

Poiché l’obiettivo dell’articolo 13 del Decreto Liquidità non è tanto indicare il valore finale del tasso di interesse da applicare ai prestiti garantiti dallo Stato, ma solo fissare il tetto massimo oltre il quale non andare, la soluzione per la quale si sta optando è limitarsi a sommare il Rendistato con lo 0,2% fissato dalla norma.

Questo significherebbe che questo per il mese di aprile (farà fede il Rendistato rilevato al momento dell’ erogazione del credito) il tetto massimo sarà pari all’1,234%.

Tasso di interesse prestiti garantiti dallo Stato – Il margine per le banche

Le banche avranno comunque un interessante margine di guadagno.

La provvista di denaro da erogare alle imprese, infatti, avviene attingendo ai programmi Tltro a 3 anni della Bce, che hanno un tasso negativo.

Se venisse applicato il tetto massimo il guadagno della banca sarebbe attorno al 2%.

Il punto, però, è che è lo Stato a offrire aiuto alle imprese e non le banche, che in questa fase sono un intermediario (se l’obiettivo fosse un finanziamento a tasso zero, lo Stato dovrebbe coprire la differenza).

Dal punto di vista delle banche gli strumenti Tltro Bce sono a 3 anni, mentre i finanziamenti garantiti hanno una durata di 6 anni, quindi il raffronto sui tassi non è sovrapponibile.