(Photo Cesare Purini / Insidefoto)

Non bastassero i problemi che avvolgono il mondo del calcio – e dello sport in generale – a seguito dell’emergenza Coronavirus, anche la politica sta gettando benzina sul fuoco a proposito della conclusione della stagione 2019/20.

In questa direzione – scrive il Corriere della Sera – va l’iniziativa di Pier Ferdinando Casini e Valeria Fedeli, senatori che hanno presentato un’interrogazione al ministro per lo Sport, Vincenzo Spadafora, chiedendo di «proporre al Coni e alle federazioni sportive di assegnare i titoli di vincitori delle competizioni in corso a quelle società che, nel momento attuale, si trovano a essere in testa ai relativi campionati».

Così ci si chiede se nel campionato di calcio possa avere senso assegnare il titolo alla squadra in testa alla classifica – la Juventus – per un solo punto con ancora un terzo delle partite da disputare, scontro diretto compreso (con la Lazio, all’Allianz Stadium).

Stesso discorso valido per un campionato che prevede i playoff, come il basket. Complicato che possa prevedere uno Scudetto a due terzi di regular season: lo scorso anno – per fare un esempio – Milano stravinse la stagione regolare, poi lo scudetto andò a Venezia.

L’idea che arriva dalla politica apre in realtà a una lunga fila di probabili cause, ciò che obbliga il pallone a provare ad andare avanti al di là di ogni ragionevole possibilità. A proposito di ipotetici torti e mancate promozioni, sul tema sono già intervenuti negli ultimi giorni Adriano Galliani (Monza) e Maurizio Stirpe (Frosinone).

Solo il campo potrebbe mettere d’accordo tutti, perché in tutte le discipline – è scontato del resto – chi invoca la chiusura totale spesso lo fa per salvarsi da una probabile retrocessione mentre chi si dice disponibile a giocare è perché vede risultati sportivi a portata di mano.

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