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Foto: Gabriele Maltinti - Getty Images Sport

Il presidente del Pordenone, Mauro Lovisa, ha parlato a TMW Radio, dei temi del momento legati all’impatto del coronavirus sul mondo del calcio italiano.

Per quanto riguarda la ripresa dell’attività, il presidente dei neroverdi ha detto: “La salute sia al primo posto, questo è fuori discussione. Ma finire i campionati sarebbe cosa di buon senso, soprattutto perché mancano solo 10 giornate, e non terminarlo creerebbe un sacco di problemi, si passerebbe un’estate e un autunno nelle aule dei tribunali perché ci sono regole scritte prima, circa retrocessioni, promozioni e vari spareggi, che tanti club vogliono veder rispettate”.

Proseguendo poi: “Non bisogna sottovalutare poi il fatto che ci sono in mezzo anche le tv che comandano il calcio in questo momento, inutile negarlo: chi darebbe loro indietro i soldi? Sono danni importanti. Si deve ripartire, va fatto un sacrificio, tutti quanti. Io comunque ho già parlato con Gravina e con alcuni presidenti di B: per me sono necessari i tamponi a tappeto. E noi, come Pordenone calcio, alla ripresa, faremo tamponi a giocatori, staff e familiari, e dentro la nostra struttura entreranno solo coloro che lo hanno fatto, ripetendo la cosa anche una settimana dopo specie se magari qualcuno manifesta sintomi. Pretendendo che in questa fase i tesserati frequentino solo i familiari stretti”.

Sul problema degli spostamenti alle squadre saranno costretti per andare a giocare in trasferta: “L’ambiente dove andiamo a giocare deve essere al 100% isolato, così come l’albergo che ci ospiterà. E ho dimenticato un particolare. Con lo staff medico stiamo valutando anche le analisi del sangue, io sono attento a questa cosa, che sarebbe un’ulteriore certificazione: ecco perché il 20 aprile potrebbe essere una data per riprendere l’attività, ma con intelligenza. Ho visto che in Bundesliga lo Schalke ha ripreso gli allenamenti, tutti distanti e dopo, credo i test: così facendo si può riprendere, si può riattivare tutto il movimento”.

Il presidente ha poi lanciato la possibilità di non interrompere le due stagioni con una lunga sosta: “Giocare a calcio è una delle più belle cose al mondo, non vedo il problema nel continuare a farlo anche in estate. I miei ragazzi lo sanno, la cosa che non voglio mai sentire è che sono stanchi, si deve essere contenti nel fare due ore di allenamento al giorno: possono essere mentalmente stressati, ma non stanchi. Quindi non vedo il problema nel giocare a giugno, luglio, agosto, fare una settimana di sosta e riprendere”.

Lovisa ha detto la sua sulla soluzione in caso non si riuscisse a riprendere il campionato, aprendo alla possibilità di chiudere la stagione con playoff e playout: “Facciamo ragionamenti validi, tutti vogliono pensare al proprio orticello, ma si deve ragionare a 360°. Capisco tante cose, ma si deve riprendere a giocare, ci sono troppi aspetti negativi sennò: purtroppo, anche di fronte alla morte, il mondo deve andare avanti. Come è stata veloce la parte negativa, lo deve essere anche quella positiva. Ma se proprio non si riuscisse, playout e playoff sono l’ultima soluzione: una partita secca con le attuali regoli, perché noi, come tanti, abbiamo fatto degli investimenti. Ma credo comunque che il 90% dei club vuol riprendere, la volontà della maggioranza è quella. Almeno in Serie B. Anche se poi, come in A, ci sono due- tre club che invece vogliono far diversamente, non è difficile capire quali: in Friuli 1+1 fa sempre 2″.

 

1 COMMENTO

  1. Prima parla di tamponi a tappeto per giocatori staff e familiari quando vediamo tutti nella quotidianità che si fa fatica a tenere il ritmo per chi è malato e bisognoso.
    Poi: “Capisco tante cose, ma si deve riprendere a giocare, ci sono troppi aspetti negativi sennò: purtroppo, anche di fronte alla morte, il mondo deve andare avanti”
    Solo a me sembrano parole vergognose?
    Senza parole

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