Un giocatore fa flessioni (Photo by Michael Dodge/Getty Images)

Il Corriere della Sera ha intervistato Vincenzo Pincolini, storico preparatore atletico di Parma, Milan e Nazionale ai tempi di Arrigo Sacchi su quali regole i calciatore devono rispettare per non perdere lo stato di forma in questo periodo di inatttività forzata dalle gare.

Pincolini, che oggi si occupa delle giovanili azzurre, è considerato un fuoriclasse nel suo ambiente oltre che un pioniere nel campo della preparazione atletica. Ecco la sua ricetta: «La chiave di tutto è la testa: serve darsi un metodo, una linea, una regola. Poi basteranno 10 giorni per giocare. Il giocatore si deve allenare con la testa. Dandosi un programma, facendo un piano e soprattutto rispettandolo. Ma tutti hanno già le loro tabelle fornite dai club, spesso personalizzate».

«La sfida più complessa infatti è un’altra,continuare a sentirsi squadra. Giorno dopo giorno, senza perdere il senso del gruppo, dello spogliatoio. Io suggerisco di usufruire della tecnologia: fare ogni mattina una riunione in videochiamata con tecnici e compagni».

«Tanti si stanno attrezzando con tapis roulant o cyclette, ma in realtà non è che occorra molto: un tappetino, un elastico, un tavolino e sei a posto. Il lavoro di oggi è in prospettiva, l’obiettivo è rendere più semplice la ripresa, che per forza di cose si concentrerà sui fattori tecnici».

«Giornata tipo? Prima regola: svegliarsi presto, massimo 8.30. Poi colazione, alle 9.30 videochiamata col gruppo, alle 10 allenamento, alle 13 pranzo, alle 16 altra seduta di allenamento, poi cena verso le 20, un bel film o una bella lettura. Con un suggerimento: informiamoci, ma cerchiamo anche di distrarci. Poi a nanna alle 23. Così al mattino ci si alza presto».

«Flessioni e corda come Dybala e Lautaro? Funzionano sempre. L’importante è fare un lavoro che serva soprattutto alla prevenzione. Quindi addominali, dorsali e lavoro fisico generale. A giorni alterni balzi, saltelli, affondi per la forza degli arti inferiori. Chi ha un giardino può fare le ripetute, l’ ideale è 4 volte i 1000 metri».

«Per l’alimentazione è fondamentale non sgarrare, tenere presente che si brucia meno. Quando si riprenderà, si andrà subito forte. Il rischio infortuni sarà alto, quindi bisogna prevenire. Due chili in più potrebbero essere un rischio grosso».

«Quanto ci vorrà poi per essere pronti a giocare? Da quando si riparte, 7-10 giorni massimo. Lo so che sembra una tempistica ottimistica, ma non è così. Quando i giocatori torneranno ad allenarsi regolarmente, il loro entusiasmo li farà entrare subito in forma partita. E questo varrà un po’ per tutti noi: vedrete quanta energia».