Ayrton Senna (foto Pascal Rondeau/Allsport/Getty)

Il 21 marzo Senna Ayrton avrebbe compiuto 60 anni.

Senna Ayrton è stato uno dei più grandi piloti di F1 di tutti i tempi e campione del mondo di Formula 1 nel 1988, 1990 e 1991.

Probabilmente uno dei piloti più completi di sempre, Senna Ayrton aveva nella velocità pura, nella capacità di messa a punto della vettura, nella gestione degli pneumatici e nella guida sul bagnato i propri punti di forza. Queste caratteristiche gli permisero di ottenere sia il record di 65 pole position fino al 2006 che il record di 6 vittorie nel prestigioso GP di Montecarlo.

Ayrton Senna da Silva nasce a San Paolo il 24 marzo del 1960 in una famiglia con condizioni economiche agiate. La famiglia era composta dalla madre Neide Senna, di origini italiane, dal padre Milton da Silva e da due fratelli, Viviane e Leonardo.

Dagli inizi al debutto in F1 di Senna Ayrton

Senna Ayrton si avvicinò al mondo dell’automobilismo abbastanza precocemente per l’epoca, cominciò a gareggiare nel 1973 all’età di 13 anni, con un go-kart Parillà 100 ad Interlagos.

Il suo istruttore dell’epoca Lucio Pascual, impresse nell’allora giovane brasiliano, uno stile che lo contraddistinse per tutta la durata della sua carriera con particolar attenzione alla guida sul bagnato.

 

Lo stesso anno del debutto vince il campionato junior di go-kart. I successi del brasiliano però non si fermarono qui, nel 1977 e nel 1978 riuscì a vincere il Campionato Sudamericano e successivamente per 4 volte consecutive il Campionato Brasiliano.

Nel 1979 e nel 1980 Senna Ayrton sfiorò in entrambi gli anni il titolo mondiale.

Nel novembre del 1980, Senna Ayrton si trasferisce in Gran Bretagna dove, il suo amico Chico Serra, lo presenta a Ralph Firman, proprietario di una scuderia che gareggiava in F.Ford. Dopo una prova, Senna riuscì ad ottenere l’ingaggio.

L’esperienza in F.Ford fu un trampolino di lancio verso la F.1 per il giovane asso brasiliano. Nel 1981, anno di debutto nel campionato 1600, vinse sia il campionato RAC che il Townsend-Thoresen. Nel 1982, passò alla categoria successiva, la F.Ford 2000, disputando anche in questo caso, sia il campionato britannico Pace British che quello europeo l’EFDA.

Quello stesso anno esordì anche in F.3 britannica per la gara conclusiva e si aggiudicò pole position, giro veloce e vittoria finale. L’anno successivo, ovvero il 1983, gareggiò per intero nel campionato mondiale di F.3 britannica vincendolo e debuttando nella gara conclusiva dell’anno nel mondiale di F.3 a Macao dove ottenne anche in questo caso pole position, giro veloce in gara e vittoria del GP.

Durante il 1983 Senna Ayrton svolse alcuni test con diverse scuderie di F.1. La prima squadra a permettere un test al futuro campione brasiliano fu la Williams senza che però, questa esperienza, portasse ad una collaborazione tra le due parti.

La Mclaren organizzò una sessione di test a Silverstone in cui invitò Senna a partecipare con Martin Brundle e Stefan Belof. Anche in questo caso, nonostante Senna fu il più veloce in quel test, non venne assegnato il sedile ad Ayrton.

I contatti tra Senna ed Ecclestone, padrone della Brabhan, invece non andarono a buon fine a causa della volontà dello sponsor della scuderia (Parmalat), che voleva un pilota italiano per sostituire Riccardo Patrese accasatosi all’Alfa Romeo per quella stagione sportiva.

L’unica squadra che si fidò del talento del giovane brasiliano fu la Toleman che gli offrì un volante per la stagione 1984. Le prestazioni della macchina non erano di primo livello ma Senna riuscì comunque ad arrivare a podio in tre gare, sfiorando la vittoria sotto il diluvio di Monaco. Terminò il suo primo anno in F.1 al nono porto complessivo nella classifica piloti.

Il triennio in Lotus di Senna Ayrton

L’anno successivo Senna Ayrton passò alla Lotus. Nella stagione 1985 riuscì già dalla seconda gara a conquistare la vittoria nel GP del Portogallo sempre sotto una pioggia torrenziale. In questo caso, se ci fossero ancora dubbi, il fuoriclasse portoghese confermò in modo definitivo le sue grandissime doti di guida sul bagnato doppiando tutti gli altri piloti fino al terzo classificato.

A causa della scarsa competitività della Lotus però, riuscì a vincere solamente nei GP di Portogallo e Belgio cogliendo altri quattro podi. Concluse la stagione con 38 punti in classifica e il quarto posto nel mondiale piloti, davanti di 5 punti al suo compagno di squadra Elio De Angelis.

Il 1986 e il 1987 videro un copione molto simile. Nonostante l’ormai affermato Senna Ayrton riuscisse con delle prestazioni importanti a competere con i top team, la sua Lotus non era allo stesso livello competitivo. Nonostante in entrambe le stagioni gli inizi si dimostrarono molto positivi, con il procedere della stagione stessa, nell’introduzione di aggiornamenti tecnici ed nelle evoluzioni tecniche la scuderia inglese rimaneva periodicamente attardata dalle più ricche Williams e Mclaren.

Nel 1986, Senna riuscì a conquistare 2 vittorie con un bottino a fine anno di 8 podi e 8 pole position. Per il secondo anno riuscì a conquistare il quarto posto nel mondiale piloti.

Il 1987 vide il cambio di motorizzazione da parte della scuderia Lotus a causa del ritiro dalle corse della Renault. La Honda sostituì la casa transalpina come motorista. Nonostante la notevole differenza tecnica con la Williams, Senna Ayrton riuscì a finire la stagione al terzo posto finale dietro a Piquet, campione del mondo per la terza volta e a Nigel Mansell.

Durante il weekend di Monza di quell’anno venne annunciato il passaggio del brasiliano dalla Lotus alla Mclaren come compagno di squadra del 2 volte campione del mondo Alain Prost.

1988-1993: Gli anni in Mclaren di Senna Ayrton e la rivalità con il professore

Come Anticipato Senna trovò in Mclaren, Alain Prost. La rivalità con il “Professore” arrivò a picchi molto acuti e si può tranquillamente indicare come una di quelle che ha segnato la storia della F.1

La superiorità tecnica schiacciante della Mclaren del 1988 permise ai due di dominare il campionato. I due alfieri si aggiudicarono 15 delle 16 gare in campionato. Il Mondiale divenne ben presto un affare privato tra loro.

Nonostante la squalifica nel GP di casa in Brasile e il ritiro a pochi giri dal termine del Gran Premio di Monaco, la stagione del paulista fu in crescendo riuscendo ad ottenere sei vittorie consecutive e la testa provvisoria del mondiale. La vicinanza in classifica però inasprì ulteriormente la lotta interna, tanto che, durante il Gp del Portogallo, Senna per difendersi da un attacco del compagno lo spinse contro il muretto dei box, non riuscendo comunque a difendere il primo posto.

Il “Professore” criticò a fine gara la manovra del brasiliano, accusando il compagno di squadra di aver messo a repentaglio la gara di entrambi.

A Suzuka al brasiliano bastava una vittoria per diventare campione del mondo. In qualifica Senna ottenne la pole position numero 12 in stagione; un’esitazione in partenza però lo fece indietreggiare fino alle posizioni di metà classifica.

La brutta partenza però non demoralizzò l’asso brasiliano che con una rimonta spettacolare riuscì a sorpassare il compagno di squadra, a portarsi in testa alla gara e a vincere il Campionato del Mondo di F.1 per la prima volta con 8 vittorie all’attivo contro le 7 di Prost.

Il dominio della Mclaren e dei 2 piloti continuò anche nel 1989. Le prime 4 gare del campionato videro 3 vittorie di Senna. Ma il punto di rottura con il compagno di squadra francese avvenne nel Gp di San Marino, con Ayrton Senna che non rispettò l’accordo di non attaccarsi nel primo giro del Gran Premio. Senna vinse la gara, con Prost che non riuscì a raggiungerlo. Il transalpino minacciò la squadra di non correre il seguente GP nel caso il pilota brasiliano non si fosse scusato.

I problemi tecnici delle seguenti gare di Ayrton però permisero al francese di passare in testa al campionato. A tre gare dalla fine del Campionato del Mondo Senna Ayrton aveva 24 punti di distacco dal compagno. Per riconfermarsi campione del mondo avrebbe dovuto vincere le ultime 3 gare stagionali. Senna vinse in Spagna, dominando la gara e precedendo Berger e Prost.

Nel penultimo appuntamento, in Giappone, la rivalità raggiunse il livello massimo. Senna, partito dalla pole position, venne scavalcato da Prost che, nella prima parte di gara, riuscì a distanziarlo. Il brasiliano con un recupero furioso raggiunse il compagno di team e al quarantaseiesimo giro tentò l’attacco alla Casio Triangle; il francese chiuse la traiettoria e i due piloti Mclaren si toccarono fermandosi nella via di fuga. Il francese si ritirò mentre il brasiliano, con l’aiuto dei commissari ripartì e dopo aver cambiato il musetto della monoposto danneggiato nel contatto con il compagno di squadra, recuperò lo svantaggio dal leader Nannini e andò a vincere la gara.

Al temine della gara, però, Senna venne squalificato per esser stato aiutato dai commissari nella ripartenza dopo il contatto. Alessandro Nannini così ottenne la sua prima vittoria in carriera e il Professore divenne campione del mondo per la terza volta.

Dopo questo episodio Senna considerò di ritirarsi accusando il presidente della FIA Jean-Marie Balestre di favorire il connazionale francese.

La Mclaren, con Prost in procinto di passare alla Ferrari, appoggiò il ricorso del campione brasiliano che però venne respinto. A seguito di alcune dichiarazioni, la federazione sospese per sei mesi, la super licenza di Senna.

La polemica tra Senna e Balestre venne risolta con le scuse del brasiliano e il ripristino della superlicenza. Gerard Berger sostituì Prost sul sedile della Mclaren per il 1990 e la situazione nel team si normalizzò, con Senna prima guida e il giovane austriaco a fare il secondo.

Nonostante questo cambio di sedili il campionato venne dominato dai due rivali. A due gare dalla fine il brasiliano aveva nove punti di vantaggio sul francese. A Suzuka, con Prost fuori dai punti, Senna Ayrton si sarebbe laureato campione del mondo per la seconda volta.

In gara, alla partenza, il pilota della Ferrari, partito in seconda posizione, prese il comando, sfruttando un buono spunto sul lato pulito della pista. Alla prima curva Senna tamponò il francese facendo terminare la corsa per entrambi. Nonostante il grande scalpore che provocò la manovra la FIA decise di non prendere provvedimenti e così Senna Ayrton vinse il suo secondo mondiale.

Nel 1991 Senna divenne campione del mondo per la terza volta in carriera. Le vittorie di inizio stagione riuscirono a dar margine all’asso brasiliano che nella seconda parte di stagione dovette far fronte alla crescita esponenziale della Williams di Nigel Mansell.

Il titolo mondiale venne conquistato nella penultima gara a Suzuka. A Senna Ayrton bastava un secondo posto per laurearsi campione. La pratica si risolse ad inizio gara con il lungo in curva 1 dell’inglese che lo costrinse al ritiro.

Il grande rivale di Senna, Alain Prost, fu protagonista di una stagione particolarmente opaca con la Ferrari; venne licenziato dopo il GP di Suzuka avendo definito la propria macchina un “trattore”.

Nel 1992 l’adozione del motore Honda V12 e il tardivo inserimento del cambio al volante, unito a diversi problemi di affidabilità e alla straripante competitività della Williams non permisero a Senna Ayrton di lottare per il campionato che terminò in quarta posizione.

Una Mclaren poco competitiva e la decisione della Honda di abbandonare la F1 al termine della stagione, misero in discussione la permanenza di Senna nel team di Woking. Questo lo spinse ad avere contatti con la Williams, che però vennero interrotti con l’ingaggio di Alain Prost.

Il 1993 fu un anno avaro di soddisfazioni per il brasiliano. Si ricorda su tutte la gara di Donington dove si impose con una prestazione di grande rilievo, distaccando il secondo classificato Hill di oltre un minuto.

Dopo aver pensato al passaggio in Formula CART e al ritiro, Senna Ayrton firmò un accordo a gettone con McLaren. Il brasiliano avrebbe deciso gara per gara se correre o meno per 1 milione di $ a GP. La Mclaren sostituì in quell’anno il motore Honda con quello Ford ma la competitività della monoposto non riuscì a raggiungere quella degli anni precedenti.

Nonostante l’evidente inferiorità della monoposto motorizzata Ford e il rapporto con il team in veloce deterioramento, la prima parte di campionato fu positiva, con le vittorie a Donington e a Monaco, che proiettarono il brasiliano in testa alla classifica davanti all’eterno rivale francese. Senna, dopo Monaco, accettò un contratto fino al temine della stagione.

Nella seconda parte del campionato dovette lasciare spazio allo strapotere tecnico della Williams e a fine campionato, ottenne il quarto posto Mondiale Piloti. Senna durante l’anno si accordò con la Williams per sostituire Prost nella stagione 1994.

Senna Ayrton sulla Williams del 1994

I problemi di Senna Ayrton però non si risolvono con il passaggio in Williams. Il cambio regolamentare di quell’anno fece perdere il vantaggio competitivo al team inglese. Il divieto delle sospensioni elettroniche e del controllo di trazione, ovvero i punti forti della monoposto nei due anni precedenti, costrinsero i progettisti a rivoluzionare il concetto della monoposto cos vincente nel biennio appena trascorso. Le forme troppo estreme dell’abitacolo progettato da Adrian Newey non permisero a Senna di guidare agevolmente.

Il campionato iniziò con 2 pole position del brasiliano e altrettanti ritiri. Anche nella terza gara riuscì ad ottenere la pole position ma l’epilogo in gara ebbe un risultato drammatico.

Incidente Senna

L’inizio della corsa vide l’incidente alla partenza tra JJ Lehto e Pedro Lamy. I rottami delle monoposto, provocarono il ferimento di alcuni spettatori. Dopo l’uscita della safety car al quinto e la ripresa regolare della corsa, Senna uscì di pista alla curva del Tamburello, a causa del cedimento del piantone dello sterzo. Questo pezzo era stato modificato, per rendere più semplice la guida della monoposto. Il piantone dello sterzo era stato modificato e allungato dopo le prove, sotto richiesta dello stesso Senna Ayrton che non riusciva a vedere bene la strumentazione di bordo. Le sollecitazioni della pista misero sotto pressione la saldatura manuale effettuata, che cedette al settimo giro e fece schiantare la monoposto con il campione brasiliano a bordo, contro il muro di protezione.

Morte Senna

Senna Ayrton, ormai passeggero della vettura ingovernabile, tentò di frenare ma non riuscì a evitare lo schianto dell’auto. L’impatto molto forte fu accentuato dal gradino di cemento che fece sobbalzare la vettura impedendo di frenare ulteriormente.

Il tirante della sospensione anteriore destra, spezzandosi nell’impatto gli penetrò nel casco causando lo sfondamento della regione temporale destra.  Ciò provocò gravissime lesioni. Il campione brasiliano perse circa 3 litri di sangue e dopo il primo soccorso, guidato dal medico FIA a bordo pista, venne trasferito all’Ospedale Maggiore di Bologna in elicottero.

 

Senna Ayrton spirò alle 18.40 all’età di 34 anni. L’autopsia, ordinata dalla magistratura italiana, evidenziò che la morte era stata causata dalla sospensione spezzata e non dall’impatto in quanto il corpo non aveva presentato danni fisici di particolare gravità.

Rimpatriata la salma di Senna Ayrton, dopo i funerali di stato, venne seppellita nel cimitero di Morumbi, nella città natale di San Paolo il 5 maggio 1994.

Numeri e statistiche – i numeri di Senna Ayrton nella sua carriera in F1

  • 161 partecipazioni a GP
  • 41 vittorie
  • 65 pole position
  • 19 giri veloci
  • 7 Hat Trick (pole position, giro veloce in gara e vittoria gara)
  • 610 punti iridati validi
  • 87 partenze in prima fila
  • 96 piazzamenti a punti
  • 80 piazzamenti a podio
  • 13672 km al comando di un GP (2931 giri)

Senna Ayrton e la beneficenza

Dopo la morte del campione brasiliano, la sorella Viviane rivelò che parte dei guadagni ottenuti da Senna nella sua attività di pilota, andavano in beneficenza alle persone maggiormente bisognose. Nel testamento del brasiliano, grosse somme vennero destinate ad opere caritatevoli.

Casco Senna

Il casco che venne utilizzato da Senna Ayrton nel Campionato del Mondo di Formula 1 del 1990 al volante della Mclaren MP4-5b è stato messo all’asta per un prezzo che oscillerà dagli 80.000 ai 120.000 euro. Con questo casco Senna ha vinto sia il campionato piloti che quello costruttori quell’anno. Il casco presenta i segni di usura sia all’interno che all’esterno ed è accompagnato da un certificato di validità di Angelo Parrilla, manager di Senna Ayrton durante il periodo dei kart.

Senna film

Senna” è un documentario diretto da Asif Kapadia nel 2010. Il film ripercorre cronologicamente tutta la storia del campionissimo brasiliano Senna Ayrton dalla giovane età fino alla morte del 1994. Le immagini e i filmati sono, in molti casi, inediti e concessi dalla famiglia Senna.

Il film è stato proiettato per la prima volta il 7 ottobre a Suzuka, in concomitanza con il GP del Giappone del 2010. L’11 febbraio 2011 è stato distribuito nei cinema italiani.

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