Premier League in streaming
(Photo by Laurence Griffiths/Getty Images)

La Premier League sta lavorando a una vera e propria rivoluzione nel campo dei diritti televisivi. Il massimo torneo calcistico inglese ha tra i suoi piani quello di lanciare una piattaforma streaming in stile Netflix, per vendere le gare in diretta direttamente agli appassionati.

Le prove per lo sviluppo di un nuovo servizio “Over The Top” (OTT) – spiega il “Daily Mail” –, che interrompe l’egemonia delle emittenti tradizionali, potrebbero iniziare già a partire dal 2022, portando il servizio in determinati mercati all’estero. Se il sistema avrà successo, potrebbe rivoluzionare il modo dei consumatori di guardare il calcio.

«Durante l’ultimo ciclo (di diritti) – ha detto Richard Masters, nuovo a.d. della Premier League – abbiamo trascorso parecchio tempo e investito molte risorse nella costruzione della nostra esperienza e capacità nell’arrivare direttamente al consumatore. Abbiamo valutato se strategicamente fosse il momento giusto per testare alcuni mercati e abbiamo deciso di non farlo. Eravamo pronti l’ultima volta e saremo pronti la prossima volta se dovesse presentarsi l’occasione. Alla fine, la Premier League passerà a un mix di vendite dirette al consumatore e tradizionali sui diritti televisivi».

La creazione di un “PremFlix”, qualunque sia il nome del servizio, dovrebbe contribuire a far crescere i ricavi da diritti Tv per i club, consentendo allo stesso tempo ai fan di risparmiare rispetto ad ora. Il valore della Premier League è stato di recente sottolineato dall’accordo per la vendita dei diritti ai Paesi Nordici, con il gruppo NENT che ha acquisito i diritti di trasmissione per 2 miliardi di sterline dal 2022 al 2028.

Il fascino di un “PremFlix” risiede proprio nella popolarità della Premier League, che allo stesso tempo potrebbe mantenere tutti i ricavi da diritti Tv. Allo stato attuale, gli incontri vengono mostrati dal vivo in 188 paesi, con circa 200 milioni di famiglie in tutto il mondo che consumano i contenuti tramite emittenti pay. Probabilmente il più grande ostacolo è che la Premier dovrebbe trasformarsi da organizzatore di 380 partite in un vero e proprio broadcaster globale.

La vendita diretta al consumatore può dunque far crescere i ricavi, ma aumenta esponenzialmente anche i rischi: «C’è un rischio associato a tutto questo. La Premier League ha avuto successo cercando collaborazioni con emittenti affermate e avendo finanziamenti sicuri come modello, al contrario delle entrate dirette dei consumatori, una strategia completamente diversa. Il passaggio dall’una all’altra se e quando mai accadrà sarebbe un grande momento», ha spiegato ancora Masters.

Non è ancora stato deciso dove la Premier League voglia portare un eventuale servizio di questo tipo per una fase di test, ma stando alle indiscrezioni, Singapore e l’Indonesia potrebbero rappresentare i giusti banchi di prova per il futuro.

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