Luigi De Siervo (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images for Lega Serie A)

«Faremo in due anni quello che la Thatcher ha fatto in dieci». Così l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, sul tema razzismo.

«Lavoriamo per un software di riconoscimento facciale negli stadi. Le squadre possono negare il gradimento ai tifosi ma hanno bisogno di quelle immagini che oggi sono in dotazione solo alla polizia. Manca un pezzo che deve essere autorizzato dal Garante della privacy. Dovremo riuscire sotto l’egida del governo ad avere questa autorizzazione», ha detto De Siervo.

«Poi – ha aggiunto – con quelle immagini a disposizione, i club dovranno intervenire direttamente e non potranno non farlo. La Lega sarà garante dello standard comune. E tutto questo passa da una decisione dell’assemblea. Inoltre, abbiamo creato una Task force, un ufficio antirazzismo stabile».

«Abbiamo firmato una carta di principio – ha proseguito De Siervo – contro il razzismo insieme a tutti i club e abbiamo lanciato campagna coinvolgendo venti giocatori e creando una simbolica squadra antirazzismo “We are one team”. Abbiamo mutuato l’idea dell’Inter, ideando una fascia per tutto il girone di ritorno e dedicheremo un turno della Coppa Italia e una delle ultime giornate di campionato alla lotta al razzismo e stiamo cercando un “nuovo italiano” per cantare l’Inno di Mameli alla finale di Coppa Italia».

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1 COMMENTO

  1. Marco Spinelli.Figurati se con questo genere di provvedimenti estirpi il razzismo negli stadi,il riconoscimento facciale dei tifosi,ma dai, e se questi si coprono il viso con sciarpe e passamontagna che fai,fai scattare l’obbligo di perquisizione prima che i tifosi entrino negli stadi per sequestrare questo tipo di indumenti.I tifosi beceri possono dormire sonni tranquilli se i provvedimenti per redimerli… sono quelli auspicati dal AD De Siervo.

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