Adriano Galliani, ad del Monza (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

“Abbiamo scommesso 250mila euro, avvisa tutta la difesa che la partita si deve perdere. Se per puro caso salta, ti puoi considerare un morto che cammina”. Questa la minaccia ricevuta da un calciatore del Monza, la società di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, da un 25enne siciliano, scommettitore seriale, denunciato dai carabinieri di Alessandria al termine di una complessa indagine. Tentata estorsione pluriaggravata l’accusa nei confronti del giovane, residente a Palagonia (Catania), ai quali i militari agli ordini del colonnello Michele Angelo Lo Russo contestano minacce analoghe anche nei confronti di due calciatori di Pro Vercelli e Viterbese.

L’inchiesta è scattata lo scorso settembre, in occasione della partita Juventus U23-Monza, in seguito alla denuncia del giocatore brianzolo, ancor più preoccupato per le minacce ricevute dopo il 4-1 con cui la sua squadra si era imposta sui bianconeri al Moccagatta di Alessandria. Messo sotto tutela il calciatore, sono iniziati gli accertamenti tecnici, che hanno permesso di risalire all’utenza di provenienza delle minacce, intestata ad una persona della provincia di Catania morta alcuni anni prima, e al loro autore.

Numerosi contatti con i principali siti di scommesse online, il 25enne carpiva i numeri di cellulare delle sue vittime attraverso i loro profili social. “Se ti rifiuti di giocare oppure non gli fai fare i gol subito…. puoi considerare la fine per te… sarai scannato mentre cammini per strada… sappiamo tutto su di te”, è il tenore delle minacce del 25enne denunciato, che inviava alle sue vittime anche gli screenshot con le ricevute relative alle giocate. Immagini in realtà truccate, con importi di gran lunga superiori ai soldi effettivamente scommessi, per esercitare una ulteriore pressione psicologica sui calciatori finiti nel suo mirino.

“Sappiamo il tuo indirizzo e tutto, ci sono albanesi e calabresi. Puoi anche andare a denunciare, sarai scannato”, sono le ulteriori minacce accertate dai carabinieri. In alcuni casi, il siciliano individuava sui social anche altri soggetti influenzabili per poi minacciarli qualora le scommesse pilotate fossero andate casualmente a buon fine per ottenere una percentuale della vincita. Esclusi legami con la criminalità organizzata.

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