Logo Milan (Photo credit should read PACO SERINELLI/AFP/Getty Images)

In relazione all’assemblea dei soci di AC Milan SPA, il Presidente di Associazione Piccoli Azionisti di A.C. Milan (“APA”), Auro Palomba ha dichiarato: “Abbiamo apprezzato l’apertura e la trasparenza mostrate durante l’assise dal Presidente Paolo Scaroni e dall’Amministratore Delegato Ivan Gazidis nel rispondere alle molte e precise domande presentate da APA. Siamo, come piccoli azionisti, al fianco della Società ma al contempo preoccupati sia per l’andamento economico-finanziario sia per i risultati sportivi. Rimarremo, quindi, vigili per il bene di tutti i tifosi dei colori rossoneri affinché i buoni propositi annunciati oggi dai vertici della Società si traducano in azioni concrete”.

L’intervento completo di Filippo La Scala a nome di APA Milan

Egregio Presidente, signori Soci,

intervengo qui non a titolo personale, ma in nome del socio Associazione Piccoli Azionisti del Milan.

Abbiamo analizzato nel dettaglio, per quanto a noi possibile, il bilancio della nostra Società, come sempre con il positivo intento non solo di valutarne le dinamiche, ma anche di essere di stimolo alla promozione di una governance societaria moderna e trasparente nei confronti di tutti i soci, ancorché di minoranza, ma soprattutto verso i tifosi rossoneri che del nostro Club sono il principale stakeholder, l’asset intangibile più importante.

Quello che ci accingiamo a votare oggi è il primo bilancio la cui responsabilità è ascrivibile al Consiglio di Amministrazione nominato lo scorso anno dal nuovo socio di maggioranza assoluta.

Proprio l’anno scorso, in occasione dell’Assemblea di approvazione del bilancio al 30/6/2018, avemmo modo di rilevare alcuni significativi interventi deliberati dal nuovo CdA che ci sembrava segnassero un’auspicabile svolta nella gestione della nostra Società. Demmo anche conto dell’importante ricapitalizzazione ad opera della nuova proprietà.

Quest’oggi, a nome dell’Associazione dei Piccoli Azionisti e di tutti i supporter del Milan, che crediamo qui di poter rappresentare, desideriamo innanzitutto ringraziare il socio Elliot per il significativo supporto finanziario che non ha mai fatto mancare alla Società e che ha continuato a prestare finora.

Sempre nel corso di quell’Assemblea di approvazione del Bilancio, segnalammo tuttavia l’assoluta urgenza di riportare la Società non solo all’equilibrio economico, e quindi alla sua sostenibilità di lungo periodo senza ripetuti interventi di ricapitalizzazione straordinaria, ma anche a quella crescita del fatturato che potesse permettere al Milan di occupare nuovamente e stabilmente il posto che le compete tra i primissimi club di calcio a livello mondiale.

 

 

Più volte, peraltro, il vertice della nostra Società ha ricordato che la condizione in cui versa il nostro Club pretenda che “debbano essere scalate contemporaneamente due montagne: quella dei risultati sportivi e quella dei ricavi, dipendendo vicendevolmente gli uni dagli altri”.

Siamo dunque rimasti molto sorpresi nell’apprendere che:

  • l’entità della perdita registrata al 30/6/2019 è stata ben superiore a quella – già molto cospicua, da bilancio di “pulizia” oseremmo dire – dell’esercizio chiuso il 30/6/2018, ed il cui livello era stato peraltro informalmente anticipato in termini assai minori;
  • i ricavi hanno subito un’ulteriore contrazione di 15,9 ml.; e
  • i costi hanno registrato un incremento ancora più significativo di 21,9 ml.

 

Ci tocca peraltro evidenziare che nel periodo 2015-2019 a fronte di un fatturato sostanzialmente immutato del Milan, la Juventus ha quasi raddoppiato il valore della produzione (621,5 ml. nel 2019) e l’Inter (415 ml. nel 2019) lo ha più che raddoppiato, scavando entrambe un gap che – in assenza di interventi radicali – appare sempre più difficile da colmare e che ci fa temere possa relegare il nostro Club ad un ruolo gregario.

Le nostre domande sono dunque indirizzate non solo a chiarire alcune poste di bilancio, ma anche a chiedere risposte quanto alle prossime politiche di sviluppo della Società.

 

Partiamo con il lato dei RICAVI

L’esercizio chiuso al 30/6/2019 ha registrato una contrazione di quasi il 20% dei proventi da sponsorizzazione, scesi da 31,5 a 25,3 ml., dovuta al mancato rinnovo di contratti in essere e al mancato incasso dei premi concordati con lo Sponsor Ufficiale Emirates e quello Tecnico Puma.

Più voci riportano che lo Sponsor Ufficiale Emirates non sia intenzionato a rinnovare il contratto in scadenza il prossimo mese di giugno, così come ha fatto recentemente lo Sponsor Tecnico Adidas.

Appare evidente che risultati sportivi all’altezza della storia del nostro Club (l’ultimo vittoria del campionato è del 2011, mentre la conquista dell’ultimo trofeo internazionale risale a ben 12 anni fa) siano l’unico driver, quantomeno nel breve-medio periodo, dell’incremento dei ricavi, non solo quelli generati dalle sponsorizzazioni, ma anche da cessione dei diritti audiovisivi/media, da gare, commerciali e di merchandising.

 

Anche alla luce di quanto sopra, la Società:

con riguardo al  Player Trading

  • ha elaborato delle linee guida per gli investimenti destinati al rafforzamento della propria rosa dei calciatori?
  • ha condiviso con i manager demandati alla gestione sportiva un programma pluriennale, con budget e obbiettivi definiti, di cui essi hanno assunto la responsabilità?
  • ritiene che la strategia di acquisire principalmente giovani atleti “di prospettiva” a prezzi ed ingaggi contenuti, con l’aspettativa di generare ingenti plusvalenze attraverso la loro eventuale cessione, sia ancora attuabile?
  • ritiene necessario e/o compatibile con la propria strategia incrementare i proventi da “player trading”, magari nel corso del corrente esercizio, anche operando cessioni “importanti”?

con riguardo alle  Sponsorizzazioni

  • ha ragionevoli aspettative che si possa rinnovare il contratto con Emirates a condizioni almeno equivalenti per il nostro Club, oppure sostituirlo con un nuovo sponsor dello stesso peso?
  • si è già attivata per ricercare il “name sponsor” del centro sportivo di Milanello, il retro–sponsor e lo sponsor di manica?
  • quali iniziative ha intrapreso per incrementare i ricavi commerciali e diversificare il rischio da concentrazione, in considerazione del fatto che, escludendo i proventi generati da Emirates e Puma, il contribuito degli altri sponsor ufficiali si è attestato, nel corso dell’ultimo esercizio, a soli 425mila euro?

Veniamo ai  Proventi commerciali e merchandising

L’Associazione dei Piccoli Azionisti ha più volte espresso, anche in questa sede, la propria convinzione che una costante e sistematica azione di contatto del Club con i propri tifosi e di rafforzamento del loro legame di appartenenza, oltre ad essere elemento imprescindibile della vita di un club sportivo come il nostro, sia il principale presupposto per lo sviluppo dei ricavi commerciali e di quelli da merchandising.

 

La Società:

  • condivide questa visione? Nel caso,
  • può illustrare le linee guida della strategia che punta ad alimentare tale relazione con la propria base di supporter e gli obiettivi che intende perseguire, sia in termini qualitativi che con riguardo all’incremento dei ricavi commerciali?
  • ha condiviso con i manager di tale area un programma per obiettivi misurabili, di cui essi hanno assunto la responsabilità?
  • ritiene che la strategia elaborata e le azioni messe in atto finora siano ancora adeguate?
  • si considera soddisfatta degli obiettivi raggiunti o ritiene che vi siano cambiamenti da attuare e miglioramenti da apportare?
  • ritiene che la propria comunicazione sia coerente con i propri obiettivi e abbia generato i ritorni attesi?
  • con riguardo alla comunità dei tifosi del Milan al di fuori dell’Italia ed al suo ulteriore sviluppo, ha già integrato nei suoi piani una presenza sui mercati internazionali che contempli eventualmente l’utilizzo di strumenti di marketing dedicato o addirittura la sua stabile presenza all’estero, come già attuato da alcuni dei club maggiori a livello internazionale?

Progetto stadio e proventi da gare

In questa sede avevamo più volte sollevato il tema dell’investimento in uno stadio di proprietà.

Diamo atto che il vertice della nostra Società lo consideri decisivo e ascoltiamo senza pregiudizi, nonostante la duplice sofferenza, sia le ragioni di una eventuale demolizione di San Siro, sia quella di proseguire, anche nella “nostra nuova casa”, la forzata condivisione con la seconda squadra di Milano.

Nella ridda di numeri riportati e tra le voci che si rincorrono sui media, non abbiamo tuttavia ancora compreso:

  • quale sia la struttura societaria e finanziaria dell’operazione;
  • in che modo, quando e di quanto i suoi utili – più o meno ricorrenti – incrementeranno i ricavi della nostra Società;
  • qualora l’operazione ad oggi prospettata in zona San Siro non si potesse realizzare, se esista un “piano B”, eventualmente anche non condiviso con l’Inter;
  • se la Società preveda di praticare un ulteriore aumento dei prezzi per assistere alle gare che, peraltro (i tifosi lo sanno bene), l’introduzione del c.d. “dynamic pricing” ha già incrementato di 4,8 ml. nel corso dell’ultimo esercizio.

Veniamo al lato dei COSTI

Costi del personale

Il bilancio registra un ulteriore incremento dei costi del personale di 35,3 ml. (+ 24,7%) rispetto ad una voce già molto consistente di 142,8 ml. alla chiusura dell’esercizio precedente.

È la voce che maggiormente influenza l’incremento complessivo dei costi ed è da imputare, nella gran parte, ai compensi dei calciatori e poi, in egual misura, a quella degli allenatori, degli istruttori e dei tecnici (questi ultimi per un totale di 6 milioni ca.).

Anche in considerazione dei costi sostenuti da altri Club e dei risultati sportivi ottenuti (l’Atalanta, che quest’anno disputa la Champions League, ha registrato nell’ultimo bilancio 155 ml. di ricavi, 70% di quelli del Milan, e ha contratto il proprio “monte stipendi” a 34,4 ml., 24,4% di quello del Milan) la Società:

  • ha valutato se e quali correttivi apportare, per portare i costi del personale a livelli coerenti e compatibili con la propria struttura economica attuale e quella prospettica?
  • ha negoziato con i manager responsabili della gestione sportiva e dello sviluppo commerciale compensi correlati al raggiungimento di obiettivi sportivi/economici condivisi e formalizzati?
  • ha introdotto sistemi di valutazione dei benefici apportati dall’assunzione del nuovo personale (incrementatosi di ben 48,3 unità, + 19,5% nel corso dell’ultimo esercizio), come – ad esempio – delle “nuove figure tecniche” il cui costo complessivo è stato pari a 2,6ml.?

Altri rischi ed oneri

Con riguardo all’accantonamento per “rischi diversi”, fortemente ridottosi nel corso dell’ultimo esercizio, è possibile avere una più precisa indicazione delle voci che compongono tale posta di bilancio e, in particolare, se e quali sono stati gli utilizzi del relativo fondo?

Ed infine:

Budget

Il presidente Andrea Agnelli, nel corso della recente assemblea degli azionisti che ha approvato il bilancio della Juventus al 30/6/2019, ha ricordato non solo gli investimenti effettuati dalla società sia sul lato sportivo che su quello immobiliare/commerciale, ma anche gli obiettivi economici ed i benchmark con i quali si deve confrontare un Club di calcio che voglia stare stabilmente tra i grandi a livello planetario.

Con riguardo al budget 2019-2020, ed auspicabilmente quelli del prossimo triennio:

  • quali sono gli obiettivi fissati dal Consiglio di Amministrazione?
  • alla luce dell’andamento dei primi 4 mesi dell’esercizio, il consuntivo finora registrato è in linea con le previsioni fatte?
  • vi sono poste che il Consiglio di Amministrazione ritiene inevitabilmente imprevedibili?

Financial Fair Play

La Società, nella relazione sul Bilancio, ha dichiarato che sulla base dei dati storici e dei risultati prospettici attesi, in caso di qualificazione alle competizioni europee nelle prossime stagioni sportive (al plurale!), la UEFA potrà irrogare sanzioni di tipo sportivo e/o economico-finanziario in funzione di eventuali violazioni delle regole previste da c.d. “Financial Fair Play”, ed ha pertanto mantenuto iscritto in bilancio il fondo già accantonato nell’esercizio precedente.

A tale riguardo questo Consiglio di Amministrazione

  • conferma che la sua previsione di chiusura di bilancio al 30/6/2020 non rispetterà il limite di perdite imposte dalle regole previste dal “FFP”?
  • quando stima che la Società sarà in grado di rientrare nei parametri imposti dalla UEFA?
  • quali ritiene potranno essere le sanzioni irrogate, in particolare quelle sportive, alla luce di una violazione ripetuta e, soprattutto, di quanto convenuto con UEFA negli accordi dello scorso anno?
  • può riferire sul contenuto di tali accordi e, in particolare, se l’esercizio 2018/2019, sempre ai fini del “FFP”, è da considerarsi un “anno franco”?

Quotazione

Può questo Consiglio di Amministrazione riferire se la quotazione in borsa è nei programmi di questa proprietà? In caso affermativo con quali tempistiche?

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