Silvio Berlusconi e Adriano Galliani (Insidefoto.com)
Silvio Berlusconi e Adriano Galliani (Insidefoto.com)

Il Monza di Berlusconi è partito forte nella stagione 2019/2020. La formazione di Brocchi si trova al primo posto in classifica e punta dritta verso la Serie B, ma l’amministratore delegato Adriano Galliani non resta concentrato: «Teniamo i piedi per terra. Abbiamo quattro punti di vantaggio sulla seconda, ma abbiamo disputato solo nove partite», dice in un’intervista a “Il Corriere della Sera”.

«Abbiamo costruito una squadra per conquistare la Serie B però il campionato è ancora lungo», ha aggiunto. Gli investimenti sulle infrastrutture denotano progettualità a lungo termine da parte di Fininvest. «Le spese per ammodernare il Brianteo e il centro sportivo sono state superiori a quelle effettuate nelle due campagne acquisti: 5 milioni contro 3. I restanti 6 erogati dal gruppo si riferiscono alle spese di gestione».

Manca ancora uno sponsor di maglia, del quale Galliani dice: «Abbiamo stretto partnership con marchi come Lotto o Philippe Plein ma per lo sponsor di maglia, pur avendo ricevuto diverse proposte, aspetto un brand importante. Nei 27 anni da direttore commerciale del Milan ho imparato dal presidente che è meglio lasciare uno spazio pubblicitario vuoto e aspettare uno sponsor di grande livello piuttosto che accontentarsi».

Inevitabile una battuta su San Siro e sul pensiero di Berlusconi: «Non siamo comunisti, non esiste il pensiero unico. Ben venga la democrazia interna. Premesso che mai ho commentato le frasi di Silvio Berlusconi, resto convinto che San Siro non possa essere ristrutturato. Lo stadio attuale è il risultato di tre successivi interventi. La visuale dagli sky box è limitata dal secondo anello. Si vede solo il terreno di gioco ma non le coreografie e i tifosi».

«Uno stadio moderno – ha aggiunto – avrebbe bisogno di 100 mila mq corporate, cioè dedicati ai posti premium. San Siro ne ha 25 mila. E poi ci sarebbe un altro problema: dove giocherebbero Milan e Inter per due anni? La Juventus nell’attesa ha usato l’Olimpico ristrutturato con i fondi del comitato organizzatore delle Olimpiadi 2006».

Ancora una battuta sul Milan e sulle frasi di Gazidis: «Ho grande rispetto del gruppo Elliott ma vorrei chiarire che il fondo non ha comprato il Milan. Fininvest aveva venduto il club a Yonghong Li che per completare l’acquisto si è fatto prestare i soldi da Elliott. Se il fondo americano non avesse prestato 303 milioni per finalizzare l’operazione, il nostro gruppo avrebbe incamerato i 100 milioni di caparra, si sarebbe tenuto il Milan e di certo lo avrebbe iscritto al campionato e all’Europa League».

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