Giro d'affari eSports
foto: Sam Churchill (https://www.flickr.com/photos/samchurchill/14857571158)

eSports Serie A – Le voci si rincorrono da mesi e presto anche la serie A potrebbe avere il suo torneo ufficiale eSports. Un dato però è certo: nelle principali categorie del calcio italiano quasi tutte le squadre si stanno già organizzando per farsi trovare pronte allo sbarco ufficiale delle competizioni virtuali.

Con un giro d’affari che nel 2019 è previsto oltre il miliardo di dollari a livello globale, anche il nostro sistema calcio ha attirato le attenzioni di sponsor pronti a investire. L’ultima notizia del Monza che ha aperto la sua divisione eSports è solo l’ennesima conferma di un trend che sta investendo l’intero movimento. Ecco l’analisi dell’attuale situazione eSports in Italia per categoria.

Serie A

La sfida commerciale tra Konami ed EA Sports a colpi di licenze per accaparrarsi i diritti delle squadre di Serie A ha sicuramente alzato il livello di attenzione sulle opportunità commerciali degli eSports nel calcio. L’esclusiva ottenuta da Konami sui diritti della Juventus ha fatto molto rumore e ha alzato il velo sulla direzione che il nostro massimo campionato sta prendendo. Allo studio c’è il lancio di una e-Serie A in cui le squadre possano iscrivere i loro player rappresentativi e sfidarsi sia su eFootball Pes (titolo Konami)  che su Fifa (titolo EA Sports), come già avviene negli altri massimi campionati europei.

Proprio per questo motivo diversi club si stanno attrezzando per non farsi trovare impreparati, ingaggiando videogiocatori ufficiali. Il Cagliari è stato uno dei pionieri in questo senso, puntando tutto su Golden Boy 92. Insieme alla società sarda anche la Sampdoria ha intuito i margini di sviluppo del settore ingaggiando blackarrow889 e LoneWolf. Sull’altra sponda del capoluogo ligure, il Genoa si è affidato a Mattia “Woski99” Mannella.

Anche Parma, Bologna e Torino hanno investito negli eSports collaborando in modo continuativo con videogiocatori professionisti. L’ambiente romanista poi è particolarmente in fermento sugli eSports. Il club giallorosso ha creato una divisione interna dedicata, con degli accordi di partnership con diversi player del settore. In più Alessandro Florenzi e Daniele De Rossi hanno investito personalmente in Mkers, team competitivo italiano.

Serie B e Lega Pro

Il campionato cadetto è finito nell’orbita Konami, che si è aggiudicato la licenza della serie B per il suo eFootball Pes 2020. Il movimento a livello di squadre però non è ancora altrettanto sviluppato. Solo il Perugia ha puntato seriamente sugli eSports ingaggiando come giocatori ufficiali Elia Rugini e Celestino Terniqi. Altri club come Empoli, Entella, Pordenone e Juve Stabia hanno avviato progetti e sperimentazioni. Proprio queste ultime tre squadre lo scorso maggio sono state protagoniste con i loro player della prima eSuper Cup di Lega Pro, quando tutte militavano nella terza serie italiana.

Di rilievo anche il progetto eSports presentato dal Monza targato Fininvest nella giornata di venerdì 13 settembre. Una nuova sfida, quella raccolta dal club guidato da Adriano Galliani, che ha portato, grazie al supporto di Digital 360 e Pro2Be, alla creazione di un team composto da due giocatori eSports FIFA Pro Player su PlayStation affiancati da manager del settore, allenatori specializzati nella pratica del videogioco, mental coach per sostenere i ragazzi e preparatori per curare gli aspetti fisici e dell’alimentazione.

Serie D

Un’interessante sperimentazione degli eSports è partita anche in Lega Nazionale Dilettanti. La LND ha avviato un ambizioso progetto chiamato Road Show 2K20 in cui l’obiettivo è aumentare la sensibilità delle squadre verso questo mondo con un evento itinerante in 20 tappe in giro per l’Italia. La Fase finale del Road Show si svolgerà durante il Torneo delle Regioni, l’evento sportivo più importante della Lega Nazionale Dilettanti: “Con questo progetto la LND cerca un nuovo modo per incoraggiare lo spirito di aggregazione tra i giovani – ha spiegato il presidente LND Cosimo Sibilia -. L’obiettivo è realizzare un modello virtuoso in grado di contrastare la sedentarietà e l’asocialità”.

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