L'ex Presidente UEFA Michel Platini (Foto Giorgio Perottino / Insidefoto)

E’ stato rilasciato Michel Platini, fermato ieri in Francia per essere interrogato in relazione all’inchiesta su presunti atti di corruzione nelle procedure d’assegnazione dei Mondiali del 2022 al Qatar. Lo riporta France Football, citando l’entourage dell’ex presidente Uefa.

«Non è più in stato di fermo: è stato alzato un polverone per niente», ha dichiarato ai media il suo avvocato William Bourdon all’uscita dalla sede dell’Ufficio centrale dell’anticorruzione a Nanterre. Rilasciata poco prima anche Sophie Dion, l’ex consigliera per lo Sport dell’Eliseo anch’ella fermata e interrogata sempre ieri nell’ambito della stessa inchiesta.

 

Michel Platini «non ha assolutamente niente da rimproverarsi e afferma di essere totalmente estraneo ai fatti», aveva spiegato l’ex presidente della Uefa in un comunicato. «Non si tratta in alcun modo di un arresto ma viene ascoltato come testimone, in una condizione voluta dagli inquirenti che permette di evitare che le persone ascoltate possano accordarsi fuori dalla procedur», precisa il comunicato diffuso dai media francesi.

L’inchiesta preliminare che ha portato a questa bufera giudiziaria sul calcio mondiale è condotta, dal 2016, dalla procura finanziaria in collaborazione con i magistrati svizzeri e americani. Le ipotesi di reato sono corruzione, associazione per delinquere e traffico di influenze. Il sospetto dei magistrati che indagano per corruzione riguarda quella che in molti indicarono come un’assegnazione inspiegabile dell’evento sportivo più importante, i mondiali di calcio.

A tessere la potente ragnatela di potere con gli emiri fu Nicolas Sarkozy, questa l’ipotesi degli inquirenti, a partire da un pranzo all’Eliseo al quale partecipò anche Michel Platini. Era il 23 novembre 2010, nove giorni dopo la Fifa cominciò lo scrutinio per l’attribuzione dei mondiali e favoriti erano gli Stati Uniti. Ma in quel pranzo, cambiò tutto. E Platini, subito dopo quell’incontro, chiamò al telefono Sepp Blatter, ex presidente Fifa, poi diventato suo rivale nel governo e finito indagato come lui in una vicenda di versamenti sospetti.

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