(foto Insidefoto.com)

Mediapro diritti Tv Serie A – Si accende un faro sul futuro dei diritti dv della Serie A, che potrebbe riportare sulla scena il gruppo audiovisivo Mediapro. Nell’assemblea di ieri, tenutasi a Milano, l’amministratore delegato della Serie A, Luigi De Siervo, ha esposto il nuovo piano industriale del massimo campionato italiano, rivelando anche la proposta della società di Barcellona per il ciclo di diritti 2021-2024.

Come spiega “Il Sole 24 Ore”, con l’azienda spagnola c’è ancora in ballo un contenzioso sui 64 milioni di caparra versati in vista della chiusura di un accordo mai concretizzato. Mediapro si era infatti aggiudicata la gara per gli advisor, senza però adempiere successivamente agli accordi presi. Da lì una nuova gara e l’assegnazione dei diritti a Sky e DAZN.

Ora, come anticipato ieri, gli spagnoli intendono porre le basi per una partnership “tecnica” con la Lega Serie A per il triennio 2021-24. L’ipotesi potrebbe essere quella di assistere la Lega nella produzione audiovisiva dei match, nella gestione e nella distribuzione, restando però nel solco della Legge Melandri. La Lega, infatti, è tenuta a vendere collettivamente i diritti tv a soggetti terzi attraverso un bando, con un canale proprio previsto solo in caso di aste insoddisfacenti. Inoltre, in ottica antitrust è vietato che gli intermediari indipendenti si trasformino in un editore.

Il progetto messo sul tavolo ieri – aggiunge “Il Sole 24 Ore” – prevede invece che la Lega svolga a propria discrezione le aste, ma in caso di esito negativo si impegni da subito a realizzare un proprio canale con il supporto di Mediapro. L’azienda si assumerebbe i costi di produzione, garantendo un incasso “minimo” ai club di Serie A, che nella scorsa vendita hanno incassato 973 milioni di euro a stagione da Sky e Dazn.

Anche lo streaming potrebbe rappresentare un’opportunità distributiva aggiuntiva nel progetto di Mediapro, considerando soprattutto lo sbarco del 5G sulla scena – a partire dai prossimi mesi – e con la liberazione da parte dei broadcaster della banda 700 nel 2022. Sicuramente, l’obiettivo della Lega è evitare che si ripeta una situazione come quella dello scorso anno, con bandi andati a vuoto e un’asta conclusa sul filo di lana nel mese di giugno.

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