Paolo Maldini solleva la Chamions League conquistata nel 2007 contro il Liverpool (Photo by Alex Livesey/Pool/Getty Images/Inside)

Nella giornata di domani i tifosi del Milan avranno la possibilità di fare un salto indietro nel tempo ripensando a una squadra che non c’è più, ma che ha regalato grandissime soddisfazioni. Il Milan Glorie, formato dai componenti che hanno portato i colori rossoneri al successo, affronta infatti domani ad Anfield il Liverpool Legends, memore delle due finali di Champions League che le due squadre si sono spartite nel 2005 e nel 2007 (i primi a vincere furono gli inglesi, due anni dopo Maldini e compagni ottenero la “rivincita”.

Le due squadre si troveranno così nuovamente una contro l’altra per la “bella” e stabilire quale delle due squadre riuscirà a ottenere un parziale vantaggio, anche se questa volta non varrà alcun trofeo.

Paolo Maldini tornerà così a indossare la sua maglia numero 3 e la fascia di capitano in questo particolare match, in onda in diretta su DAZN. L’attuale dirigente rossonero ha così ricordato alla Tv online alcuni momenti della sua più che leggendaria carriera: “Ho perso una finale mondiale, ho perso un Europeo all’ultimo secondo… direi che di delusioni ne ho avute. Nella mia carriera ho perso tre finali di Champions tutte molto dolorose, quella di Istanbul forse un po’ di più perché pensavo che per me fosse l’ultima, condirla con un gol e magari riuscire a vincerla sarebbe stato bellissimo. Poi il destino mi ha dato la possibilità di farlo, due anni dopo“.


Pur avendo ottenuto ben cinque Champions League, il Liverpool evoca ricordi agrodolci per ogni milanista e Maldini non può fare eccezioni: "La parola Liverpool mi fa pensare alla prima finale, eravamo avanti 3-0, ho segnato dopo 40”, abbiamo dominato per 110 minuti su 120 però non siamo riusciti a vincere, ma mi fa anche pensare a quanto sia strano il calcio. Giocare la finale di Atene è stato un azzardo perché il ginocchio non era messo bene, ma sapevo anche che sarebbe stata l’ultima occasione di vincere una Champions League e ho fatto di tutto per esserci, infatto dopo due giorni di festeggiamenti sono andato a operarmi in Belgio: dopo l’anestesia, ogni volta che mi risvegliavo, cercavo di ricordarmi se avessimo vinto o perso quella partita, la vedo proprio come la fine della mia carriera perché gli anni successivi sono stati intensi ma non belli come quei due anni lì".

Riuscire a superare la disfatta del 2005 non è stato semplice per nessuno: "Dopo la finale di Istanbul c’è stata una partita di campionato che nessuno voleva giocare e una vacanza in cui pochi hanno dormito bene: la forza del gruppo è stata raggiungere un’altra finale a soli due anni di distanza, ad Atene avevamo tutto da perdere e uscire di nuovo sconfitti contro il Liverpool sarebbe stata veramente una cosa difficile da cancellare. Dopo un anno sono riuscito a rivedere la partita di Istanbul, mi sono reso conto di quanto avessimo giocato bene, di come avessimo dominato il Liverpool per il 90% della partita".

Nonostanta la delusione, la soddisfazione non è tornata ad arrivare e ha segnato l'ultimo successo in ambito europeo per la squadra: "Nella cavalcata del 2007 c’è tanto di Ancelotti, è sempre stato bravo a far trasparire poco le preoccupazioni e tanto le sensazioni positive, anche se avevamo fatto fatica a qualificarci nel girone e in stagione stavamo giocando male. Però nel ritiro invernale di Malta ci eravamo messi in testa di provare ad andare a vincere, a marzo abbiamo visto che le gambe giravano e la testa c’era: abbiamo messo tanti valori in campo, nei momenti decisivi Seedorf c’era, in quelli difficili Inzaghi segnava, Pirlo non perdeva mai la calma, io invece ero quello che da gennaio in poi rompeva di più le scatole buttando lì l’idea che potessimo farcela. L’autoconvincimento, a volte, funziona".

A distanza di quasi dieci anno dal suo addio al calcio, Paolo è tornato in quella che è sempre stata la sua casa con una veste decisamente importante e chissà che presto non possa esserci un nuovo Maldini (il figlio Daniel, ora nella Primavera rossonera) a raccoglierne l'eredità: "Il Milan è sempre stata una squadra di alti e di bassi, siamo andati in B ma abbiamo toccato dei vertici che le altre squadre non hanno mai toccato. Io preferisco questa mentalità qui, dove si può sbagliare veramente tutto, sfiorare il fondo per poi rimbalzare più in alto possibile” - ha concluso.

Il Milan sarà poi nuovamente su DAZN anche alla ripresa del campionato quando affronterà la Sampdoria in trasferta sabato 31 marzo alle ore 20.30. Per chi non ha mai provato il servizio è possibile usufruire di un mese di prova gratuita (CLICCA QUI PER INIZIARE IL MESE GRATUITO), successivamente è prevista una tariffa di 9,99 euro al mese. Resta comunque valida la possibilità di recedere, per chi lo ritenesse necessario, in ogni momento senza alcuna penale.

 

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