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Il gap tra il calcio professionistico italiano e le principali leghe europee (Premier League, Bundesliga, Liga) continua ad essere importante. Tuttavia negli ultimi tempi alcuni club italiani, a partire dalla Juventus, hanno avviato un processo di crescita importante che potrebbe aiutare la Serie A a rientrare nell’élite finanziaria.

Se i bianconeri sono al momento l’unico club italiano nella top 10 europea per ricavi, l’Inter, grazie all’arrivo nel giugno del 2016 della nuova proprietà cinese del gruppo Suning, e il Milan, grazie all’acquisizione nel luglio del 2018 da parte del fondo Elliott, hanno la possibilità di recuperare il terreno perso negli ultimi anno.

Ma anche Roma e Napoli, seppur con modelli di business differenti, hanno messo a segno un processo di crescita, anche dal punto di vista sportivo, comunque importante.

Per il momento la Juventus resta un caso a parte, sia per organizzazione, sia per quello che sta dimostrando in termini sportivi, nel corso degli ultimi 10 anni, dopo il caso Calciopoli e la retrocessione in serie B.

Oggi grazie anche alle proprietà straniere (tra le big della Serie A sono controllate da un azionista estero Inter, Milan e Roma) il calcio italiano ha la possibilità di adeguarsi alle migliore pratiche di gestione in vigore nei principali campionati europei.

Si tratta di meccanismi complessi che in Germania con la Bundesliga, così come in Inghilterra con la Premier League, sono già stati vissuti, analizzati e metabolizzati.

Il calcio italiano, tra la seconda metà degli anni ottanta e tutto il decennio degli anni novanta, aveva vissuto un periodo di massimo splendore: non a caso alcuni tra i più grandi calciatori militavano nella nostra serie A.

Questo aveva stabilito le premesse necessarie per far arrivare i maggiori sponsor, sia dal punto di vista delle sponsorizzazioni tecniche, sia di tutto l’indotto legato alle sponsorizzazioni, che già durante il passato decennio aveva gettato le basi per un discorso più ampio, visto che nascevano le prime collaborazioni in esclusiva, con le società, con alcuni calciatori, creando un circolo virtuoso e un indotto capace di far parlare di industria dello sport.

Oggi gli interessi che regolano il calcio italiano sono davvero molteplici. I recenti cambiamenti al vertice della Figc, con la nomina a presidente di Gabriele Gravina, e della Lega di Serie A, con Gaetano Micciché alla presidenza e Luigi De Siervo nel ruolo di ad, possono rappresentare il punto di partenza di un nuovo inizio.

Tornando invece al discorso delle sponsorizzazioni, è importante ricordare come vi siano dei canali privilegiati con il settore delle scommesse sportive, su tutti e con un particolare interessamento anche per il mercato del gioco dei casinò digitali.

Per chi ha già preso confidenza con questi nuovi giochi e prova i nuovi casinò aams sa bene che si tratta di un prodotto di alto livello, in termini di intrattenimento, con un’ampia scelta di attrattive e di soluzioni di tipo digitale.

A loro volta i casinò online, che spesso sono stati sponsor di numerose squadre di calcio italiane e straniere, hanno colto la possibilità di farsi conoscere da un pubblico sempre più ampio, che in qualche modo si può considerare collegato o collaterale rispetto all’offerta sportiva e del calcio di massima divisione.

Oggi in termini finanziari, per le società di calcio italiane il vero business sono i diritti televisivi, di immagine e di esclusiva, che spesso fanno la differenza tra una squadra vincente e finanziariamente solida e una che deve invece barcamenarsi tra meriti sportivi e introiti da gestire il meglio possibile.

La vera sfida sarà quella di colmare il gap con l’estero anche sul fronte dei ricavi commerciali e delle infrastrutture sportive, grazie alla costruzione di nuovi stadi o alla ristrutturazione di quelli esistenti.

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