Cessione Siviglia – Il Siviglia non è ancora stato venduto, ma sarà venduto. Questo in sostanza quanto emerge dall’annuale Assemblea degli azionisti del club andaluso, che ha presentato ottimi risultati economici, con un utile di 25 milioni di euro per quanto riguarda lo scorso esercizio. Fondamentali per il club il raggiungimento dei quarti di finale della Champions League e della finale di Copa del Rey.

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Come spiega “El Pais”, il Siviglia ha raggiunto profitti per 100 milioni di euro nelle ultime tre stagioni e non ha debiti. Durante gli ultimi cinque anni la società ha vinto tre edizioni di Europa League e ha disputato tre edizioni consecutive di Champions League.





Con un modello di gestione basato essenzialmente sull'ottenimento di guadagni grazie all’acquisto di giocatori a buon prezzo e a una conseguente rivendita a prezzo superiore, il Siviglia si è assestato ai vertici del calcio europeo. Il club appartiene degli uomini d’affari di Siviglia, che al momento starebbero seriamente pensando a una cessione del club a una grande azienda per una cifra tra i 250 e i 300 milioni di euro. Uno scenario all’apparenza ideale per un investimento, considerando che la società ha 60 milioni di euro in cassa, uno stadio nel centro città, una cittadella sportiva di proprietà, e un buono stato di salute dal punto di vista sportivo.

Cessione Siviglia, i possibili nuovi investitori

Il Siviglia è sostanzialmente proprietà di quattro impresari. Da un lato c'è il gruppo guidato dall'ex presidente José María del Nido, che controllerebbe circa il 30% del club. L'uomo d'affari e ex presidente Rafael Carrión ha il 17%. Gli altri due proprietari sono l'ex presidente Roberto Alés e il gruppo che rappresenta l'attuale leader José Castro. I due gestiscono circa il 22%.

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Negli ultimi tempi, i quattro imprenditori si sono allineati sull’idea di vendere la società, idea avvallata anche dall’Associazione dei Piccoli Azionisti del club che detiene l’8% di quote di partecipazione. L’entità ha ipotizzato a proposito un interesse all’acquisto da parte di Macys, gigante americano dei grandi magazzini. Altre fonti, tuttavia, indicano che ci sarebbero capitali cinesi pronti a essere investiti nella società andalusa.

1 COMMENTO

  1. Unica imprecisione dell’articolo: lunedì sera i piccoli azionisti erano in rivolta. Non vogliono assolutamente che la società venga venduta e hanno contestato principalmente il presidente Castro e il consigliere Carolina Alès. “El Sevilla no se vende” era il coro che per ore ha accompagnato la Junta de Accionistas.

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