Lo stadio Giuseppe Meazza (San Siro) di Milano (Insidefoto.com)
Lo stadio Giuseppe Meazza (San Siro) di Milano (Insidefoto.com)

Ivan Gazidis, neo-amministratore delegato del Milan, considera San Siro un’icona del calcio mondiale, ma preferirebbe procedere alla realizzazione di un nuovo stadio, sempre in condivisione con l’Inter, piuttosto che procedere alla ristrutturazione del Meazza.

E’ quanto emerge dai resoconti di stampa seguiti all’incontro tra la nuova dirigenza del Milan targato Elliott con alcuni esponenti della stampa nazionale.

Incontro al quale hanno partecipato il presidente del Milan, Paolo Scaroni, il consigliere di amministrazione e portfolio manager di Elliott, Giorgio Furlani, oltre che lo stesso Gazidis.

«La ristrutturazione di San Siro», scrive il direttore della Gazzetta dello Sport, Andrea Monti, che ha preso parte all’incontro, «annunciata poche settimane fa è ora un piano B, perché non sarebbe semplice utilizzarlo durante i lavori con una capienza ridotta a 40mila posti. Il Milan ipotizza una casa nuova, anche questa non solo per sé. Il peso dell’ investimento è da dividere con l’Inter, insieme con i naming rights e le sponsorizzazioni».



Secondo quanto riportato dalla stampa sarebbero già fissati nuovi appuntamenti con il Comune per definire un'area su cui costruire il nuovo stadio, che secondo la Gazzetta «Dovrebbe nascere a sud, intorno a Rogoredo oppure a Baggio».

La nuova dirigenza del Milan è dunque pronta a sedersi con Inter e Comune di Milano per studiare, progettare e costruire assieme il nuovo impianto. Che nella testa di Gazidis dovrebbe diventare la nuova casa comune dei tifosi milanesi, un impianto stellare e all'avanguardia da far invidia all'Emirates Stadium di Londra su cui Gazidis ha governato per l'ultimo decennio.

1 COMMENTO

  1. Non capisco sta fissa dello stadio condiviso.
    Se si ristrutturasse San Siro ok, verrebbe naturale per tradizione e storia che Milan e Inter rimangano insieme. Ma se già costruisci un nuovo stadio, per me avrebbe molto più senso che ci vada una sola squadra e l’altra resti a San Siro. Ognuna col suo stadio, come avviene in tutta Europa.
    Tra l’altro, nell ipotesi di Gazidis San Siro verrebbe “abbandonato”. Non credo proprio che il Comune accetti di buon grado di tenersi sul groppone una struttura abnorme come il Meazza ormai sostanzialmente inutilizzata.

LASCIA UNA RISPOSTA:

Please enter your comment!
Please enter your name here