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Sportitalia calciomercato gennaio 2018
Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, ad e ds del Milan (Foto: Insidefoto)

«L’attaccante che stavo prendendo e che avrebbe fatto venire giù San Siro era Cristiano Ronaldo». L’ex direttore sportivo del Milan Massimiliano Mirabelli ha rivelato così le intenzioni del club rossonero per puntare CR7 nella scorsa estate, durante una lunga intervista a Sportitalia. «Era un’operazione pensata con Jorge Mendes, ne abbiamo parlato e l’avevamo fatta sotto traccia. Era nata grazie ai buoni rapporti con Mendes e sapevamo che Cristiano poteva avere problemi a Madrid. Si era parlato di tutto, per quanto riguarda la parte tecnica era stato fatto tutto ma il portafoglio non è nostro. Yonghong Li voleva chiudere, noi siamo stati responsabili e ci siamo accorti che non era sostenibile. Se avessimo avuto una grande proprietà come oggi lo si prendeva».

Mirabelli ha poi parlato del tema Raiola, soprattutto riguardo la trattativa per il rinnovo di Donnarumma: «Con Raiola non c’è odio o guerra. Ognuno cercava di tutelare il proprio interesse. Mino ha fatto tante cose con il Milan e aveva un approccio diverso, era abituato in maniera differente. Il problema principale era trattenere Donnarumma, tutti si chiedevano chi avrebbe fatto il rinnovo dicendo che non si poteva perderlo».



«Raiola non aveva rinnovato col Milan prima perché aveva delle pretese per il suo rinnovo, richieste da 30-40 milioni di euro per rinnovare Donnarumma. Si parlava di queste cifre, richieste che per me sono assurde ma che oggi sono legittime. Alla fine siamo arrivati alla firma senza spendere un euro in commissioni o altro. Arrivati alle mani? No, assolutamente ma i toni sono stati a volte accesi, anche a casa sua a Montecarlo. Il milione al fratello? Qualcosa bisognava pur concedere. Reina? È importantissimo perché è stata un'opportunità in un momento in cui eravamo quasi sotto ricatto da parte di Raiola su Donnarumma. Situazione imbarazzante nella quale si è scelto di tutelare il club».

Tra gli altri temi toccati anche Andrè Silva («Sarà tra le tre plusvalenze maggiori della storia del Milan»), Bonucci («Non può certamente essere considerato un flop, quando c'è stata l'opportunità di prendere lui poi non ci sono stati più i soldi per Aubameyang») e Ibrahimovic («Non lo prenderei,Raiola l'aveva offerto anche a noi, ma scaldare il cuore dei tifosi perché lui è stato un grande campione non basta»).

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