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impatto economico streaming illegale calcio
(Foto: Insidefoto.com)

Boom per gli streaming illegali in Serie A. E la Lega, ora, vuole migliore strumenti per bloccare la pirateria. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, nelle prime 10 giornate di campionato sono stati bloccati 18 mila streaming illegali: un dato in crescita rispetto alla passata stagione, in cui si è arrivati a 65mila a fine campionato. Dal 2011/12, anno di inizio del monitoraggio, gli streaming irregolari sono quadruplicati.

«È un crimine che non solo danneggia club e tifosi – ha spiegato Gaetano Micciché, presidente della Lega Serie A – ma priva il movimento delle risorse necessarie per crescere». In particolare, a preoccupare è il boom delle Iptv, quelli che vengono comunemente chiamati «Pezzotti»: 600 casi accertati da inizio stagione, con stime di oltre 800mila in circolazioni. «L’evoluzione tecnologica fornisce sempre nuove armi ai pirati – continua Miccichè – e rende necessarie nuove soluzioni anche dal punto di visto normativo». «Il fenomeno è esploso l’anno scorso – spiega il commissario del Garante delle comunicazioni Antonio Martusciello – era un argomento complesso, ma siamo riusciti a individuare i punti di forza del nuovo regolamento per aumentare le misure di protezione».



Secondo Tuttosport, il mancato guadagno si aggira in circa 350 milioni di euro per i titolari dei diritti, con circa 1,2 milioni di italiani che utilizzano periodicamente lo streaming. Per bloccare il fenomeno, la ricetta che la Lega Serie A intende seguire è quella della Premier League inglese, tra le più attive per contrastare la pirateria. Nel dettaglio, la lega inglese ha ottenuto dalla Corte Suprema un ordine che impone ai principali provider di servizi Internet (ISP) del Regno Unito di bloccare e interrompere i server che ospitano gli streaming illegali delle partite della Premier League: nel 2017/18 un ordine simile ha consentito alla Lega di interrompere o bloccare quasi 200.000 streaming illegale dei suoi contenuti. Non serve, quindi, un ordine di un giudice (almeno durante la stagione), ma il contatto tra i titolari dei diritti e i provider è continuo, tramite la redazione di una lista di indirizzi IP abusivi.

Una idea simile è stata presentata dal deputato Alessio Butti, come riporta Tuttosport, in un disegno di legge riguardo le "Norme di contrasto alla fruizione illegale di contenuti trasmessi o diffusi in diretta tutelati dal diritto d'autore e dai diritti connessi". Una legge che, se approvata, chiamerebbe in causa l'Agcom, che interverebbe direttamente (sempre tramite una black list fornita da chi possiede i diritti) dopo la creazione di una "task force" permanente con gli ISP e i titolari dei diritti.

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