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Lo striscione dei tifosi dell'Inter per i 110 anni del club (Foto: Image Sport - Insidefoto)

L’Inter dovrà presentare una lista ridotta per la Champions, mantenendo l’equilibrio tra entrate e uscite sul mercato in riferimento alla stessa lista. 

Il club nerazzurro, come ufficializzato ieri dall’Uefa, causa il mancato rispetto di alcuni paletti relativi agli ammortamenti, rimarrà sotto settlement agreement anche per la prossima stagione. E, in particolare, rimarrà la limitazione alla lista europea, non solo a livello numerico (22 giocatori, di cui quattro del vivaio nazionale e due del vivao del club) ma anche sul mercato.

Il punto di partenza è la lista consegnata all’Uefa per la partecipazione all’Europa League 2016/17. Una lista che era già stata ridotta per una sanzione del ffp, tanto che nell’elenco non comparivano i vari Kondogbia, Joao Mario, Gabigol e Jovetic. Rispetto a quella lista, l’Inter ha l’obbligo di mantenere l’equilibrio tra acquisti e cessioni: per poter inserire un nuovo acquisto da 30 milioni, ad esempio, dovranno essere ceduti uno o più giocatori per complessivi 30 milioni. 

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Dalla lista 2016/17 sono già usciti, essendo stati ceduti negli scorsi mesi, i vari Medel, Felipe Melo, Banega, Ansaldi e Murillo, mentre è in via di trattativa la cessione di Nagatomo: complessivamente, la cifra incassata è di circa 25 milioni. L’Inter potrebbe così per ora inserire nella lista per la Champions League nuovi giocatori per complessivi 25 milioni circa.

Fuori dalla lista ad oggi restano tra gli altri giocatori fondamentali come Gagliardini (pagato 22 milioni), Vecino (24), Skriniar (circa 23), Borja Valero (5,5) e il nuovo arrivo Lautaro Martinez (circa 20). Nessun problema invece per l’inserimento in lista di Asamoah e De Vrij, in quanto arrivati a parametro zero.

Gonzalo Higuain e Milan Skriniar nell’ultima Inter-Juventus (foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

Ulteriori cessioni, quindi, dei giocatori che erano inseriti nella lista nella stagione 2016/17 potrebbero liberare altro spazio, in attesa di capire dall’Uefa se le cessioni di giovani come Pinamonti e Radu (che nel 2016/17 erano inseriti nella lista Uefa B per i giovani) possano tornare utili. Non libererebbe spazio “togliere” dalla lista qualche giocatore non ceduto: l’unico modo, infatti, per creare spazio nella lista è la cessione del calciatore.

L’Inter avrà la possibilità di inserire nella valutazione complessiva due giocatori tra quelli che non erano presenti nella lista: ad esempio, potrebbero rientrare in questo discorso Kondogbia e Jovetic. La sanzione complessiva è spiegata tra i documenti allegati all’emissione del bond, in cui si parla appunto di “designated players”: in sostanza, la cessione di due giocatori non inseriti nella lista dell’Europa League 2016/17 consentirebbe all’Inter di creare ulteriore spazio per inserire nuovi giocatori.

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L’Inter avrà tempo per far quadrare i conti fino a fine agosto, quando dovrà presentare la lista per la Champions League: il rischio è di dover lasciare fuori alcuni giocatori, come già appunto successo per l’Europa League nel 2016/17. Intanto, sempre in chiave financial fair play il club ha un’altra scadenza, quella del 30 giugno: entro fine mese il ds nerazzurro Piero Ausilio avrà bisogno di realizzare circa 30 milioni di plusvalenze per chiudere il bilancio in pareggio.

2 COMMENTI

  1. Faccio alcune osservazioni/domande.

    1) si parla di “cost” dei nuovi giocatori e dei giocatori uscenti dalla lista. Si potrebbe intendere la voce “cost” come “valore a bilancio” del giocatore? Se così fosse, ad esempio, non servirebbe a nulla cedere Icardi (anzi sarebbe insensato, a meno di considerarlo “designated player”), dato che l’argentino pesava a bilancio molto poco già nel 2016. In caso contrario, invece, cioè se “cost” è da intendersi come costo del cartellino, allora una cessione di Icardi risolverebbe abbastanza. La questione è centrale.

    2) il testo parla di “costs or proceeds” con riferimento ai giocatori uscenti dalla lista. Perché non solo di “costs” o di “proceeds”? Potrebbe forse significare che sia possibile conteggiare tanto il prezzo di vendita del cartellino (o il valore a bilancio?, v. domanda 1), appunto “proceed”, tanto il costo di acquisto, appunto “cost”, del calciatore non venduto ma escluso dalla lista. In questo senso escludere, ad esempio, Candreva dalla lista “libererebbe” 25 milioni (costo del cartellino al momento dell’acquisto) anche se il calciatore non venisse venduto. E’ plausibile una tale interpretazione?

    3) Questione sollevata da Paolillo. Il “cost” del calciatore va calcolato sulla base dell’ammortamento o no? Quanto costerebbe inserire i vari Skriniar, Vecino, Gagliardini, Borja Valero, che non erano presenti nella lista precedente e hanno già trascorso un anno senza coppe con l’Inter con conseguente ammortamento che dovrebbe abbassare il “costo” del cartellino?

    4) Ultima domanda. Il testo riportato fa riferimento a una “allowance”, che permetterebbe di indicare due “designated players” fuori da questi calcoli. Mi pare di capire che voi siate sicuri che questi giocatori possano essere indicati solo tra le cessioni (ad es. Kondogbia). Non si può interpretare il testo nel senso che sia permesso inserire due calciatori acquistati al di fuori di questi calcoli? In questo senso due acquisti a 30 milioni non rileverebbero nei calcoli di cui sopra.
    Riuscite, inoltre, a dirmi chi fu (se ci fu) il “designated player” per la lista della stagione 2016/2017?

    Grazie in anticipo. Scrivo a voi per la stima che nutro per il vostro lavoro, sempre preciso e dettagliato. Diverso, insomma, da quello di altri confusionari organi di informazione.

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