Rimane incerto il futuro del Vicenza Calcio: anche la seconda asta andrà deserta, come già avvenuta nella prima dello scorso 27 aprile. Al tribunale di Borgo Berga (la scadenza era prevista alle 12) non sono state depositate offerte in busta chiusa per l’acquisizione del club veneto, fallito dallo scorso mese di gennaio e in mano al curatore fallimentare Nerio De Bortoli. La seconda asta pubblica, per la quale non era previsto nessun ribasso sul prezzo di partenza di 1 milione e 470 mila euro, non ci sarà.

In questo bando erano però fissati due prezzi: in caso di retrocessione in Serie D, il prezzo era stato fissato i 1 milione e 100mila euro. In entrambi i casi, era richiesto l’immediato deposito di un assegno pari al 10% della cifra complessiva.

In tribunale è stato visto solo Brice Dejardins, rappresentante della cordata Football ItalFrance Global Investments, che ha ribadito la volontà di acquisire il Vicenza, dicendosi comunque interessato anche in caso di retrocessione.

Dopo un incontro tra il giudice Limitone e il curatore fallimentare Nerio De Bortoli, la decisione è stata quella di convocare una nuova asta dopo i play out che vedranno protagonisti il Vicenza: la nuova asta si terrà il 26 maggio nel caso si giocasse, come da calendario, contro il Teramo, il 19 e il 26, il 5 giugno se invece il Tribunale federale accogliesse il ricorso contro il proscioglimento del Santarcangelo, decisione attesa per venerdì. In tal caso, i play out verrebbero posticipati.

Intanto, la Corte Federale d’Appello ha accolto in parte il ricorso del Vicenza Calcio ed ha ridotto i punti di penalizzazione da 3 a 4. Inibizione ridotta di un mese per Marco Franchetto.

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