Il logo della Serie A (Insidefoto.com)
Il logo della Serie A (Insidefoto.com)

A poche giornate dalla fine del campionato di Serie A non si intravedono soluzioni definitive per quanto riguarda la questione diritti Tv per il triennio 2018/2021. Come riporta “Milano Finanza”, i 20 della Confindustria del pallone non hanno le idee chiare sul da farsi. E non solo sulla valorizzazione e trasmissione delle immagini delle partite, ma anche sulla gestione operativa e sulla governance, visto che alla Lega presieduta da Gaetano Miccichè manca ancora l’amministratore delegato, il consigliere di Lega indipendente, i quattro consiglieri espressione dei club e, infine, i due rappresentanti federali.

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Terzo bando diritti Tv, la decisione del Tribunale sul ricorso Sky potrebbe sbloccare la situazione

Decisivo per risolvere una parte della situazione, sarà il responso del Tribunale in merito al ricorso di Sky. In base all’andamento di questa udienza le cose cambieranno in maniera radicale. Perché se verrà accolta la tesi della pay tv guidata da Andrea Zappia tutto sarà da rifare. E il gruppo spagnolo, come ha fatto intendere il 26 aprile, non presentando la fideiussione da 1,2 miliardi ma vincolandola all’opzione del lancio del canale della Lega, potrebbe uscire di scena, nonostante i 64 milioni di caparra già versati. Tra l’altro, in caso di vittoria di Sky, Mediapro sarà tenuta al pagamento delle spese e dell’eventuale danno arrecato alla procedura stessa.

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Terzo bando diritti Tv, tra il canale della Lega e la trattativa con i broadcaster tradizionali

A questo punto, quello che sta maturando è la possibilità di architettare un terzo bando di gara. Ma in questo caso sarà da tenere presente l’esito non positivo delle prime due aste, e sarà decisiva la volontà, unanime, della stessa Lega. Vi è poi un’altra opzione: quella rappresentata dalla creazione del canale tematico tanto caro all’advisor Infront e in particolare al suo ad, Luigi De Siervo, e già definito con il supporto del consulente industriale Discovery. Per arrivare a questa opportunità, la Lega dovrebbe riprendere i diritti tv: ne avrebbe facoltà, in caso, per l’inadempienza contrattuale di Mediapro. Ma ancora tra i 20 presidenti del massimo campionato non c’è coesione, perché molti sono ancora abbagliati dal miliardo messo sul piatto dai sino-spagnoli. Altri invece puntano alla conferma dello status quo e quindi alla trattativa con i broadcaster tradizionali, in particolare Sky che però per alzare la posta in palio, rispetto ai 600 milioni finora proposti, vuole maggiori esclusive.

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Terzo bando diritti Tv, anche da Mediapro l’idea del canale tematico. Occhi inoltre su Tim e Mediaset

Tutte da decifrare invece le mosse di Tim e Mediaset che, molto probabilmente ci saranno, ma senza fare follie. Va detto, inoltre, che proprio Mediapro ha già prospettato più volte in Lega l’opportunità di avere un canale ad hoc. Il partner lo avrebbe già individuato: è la società del Qatar BeIn Sports, già attiva sul mercato spagnolo. Insomma, si tratta di trovare la quadratura in uno scenario alquanto complicato. Spetterà quindi al presidente Miccichè cercare di trovare un punto di equilibrio: operazione non facile. Anche perché, si dice in ambienti romani, è lo stesso numero 1 della Figc, Malagò a voler aver un ruolo di primo piano in tutta questa partita e pure sulla nomina dell’ad della Lega: il suo candidato è Marzio Perrelli, ex capo di Hsbc Italia.