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L’ex presidente del Calcio Como Pietro Porro e il suo ex vice Flavio Foti sono agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento della società sportiva Calcio Como, dichiarata fallita nell’estate 2016 su richiesta della Procura della repubblica.

Le misure cautelari firmate dal gip sono state eseguite dalla Guardia di Finanza di Como.

L’indagine preliminare era nata in seguito alla richiesta di fallimento della società Calcio Como, presentata dalla stessa Procura di Como, che contestava agli amministratori del club una serie di operazioni che avrebbero prosciugato il patrimonio societario, tra cui la cessione del centro sportivo di Orsenigo a una società di proprietà degli stessi amministratori.

Sul registro degli indagati sono già iscritti da mesi, oltre a Porro e Foti anche gli altri due soci del fallito Calcio Como.

Bancarotta Calcio Como, le accuse agli ex vertici

Sono accusati di bancarotta per distrazione e dissipazione e di bancarotta preferenziale Pietro Porro e Flavio Foti, ex presidente e vicepresidente del Calcio Como.

In particolare, come spiega in una nota il procuratore della repubblica Nicola Piacente, la Procura contesta agli indagati una lunga serie di operazioni finanziarie e immobiliari con le quali il Como ha ceduto alla controllante società S3C (di cui facevano parte gli stessi indagati) il centro sportivo di Orsenigo. Secondo la Procura il corrispettivo pattuito di 3,2 milioni di euro di fatto non sarebbe mai finito nelle casse del Como.

La S3C infatti avrebbe girato al Como un finanziamento bancario ottenuto dando però come garanzia un’ipoteca del Calcio Como, e avrebbe contestualmente stipulato un contratto di affitto del centro sportivo, il cui canone ha compensato la rata di pagamento. In più gli amministratori del Como avrebbero prima ceduto a S3C e poi riacquistato il marchio “Calcio Como” con una minusvalenza di circa 200 mila euro.

La Procura contesta inoltre il sistematico inadempimento delle obbligazioni erariali (Iva, Inps ecc.) e la dissimulazione della perdita totale del patrimonio attraverso operazioni contabili.

La mancata acquisizione da parte della moglie di Essien

In seguito al fallimento del Calcio Como srl il titolo sportivo era stato assegnato all’asta: la squadra militava in Lega Pro, ma l’acquirente – una società che faceva capo alla moglie anglo-ghanese del calciatore Michael Essien – non aveva provveduto all’affiliazione alla Figc e all’iscrizione al campionato, per cui la squadra è stata assegnata a una ulteriore, nuova società con nuovi soci, ed è dovuta ripartire dalla serie D.

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