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La Coppa del Mondo Fifa (Insidefoto)

Poca Serie A in Russia. Con l’Italia fuori dai giochi, l’attenzione per quanto riguarda il Mondiale di Russia potrebbe ricadere su quei giocatori ammirati durante l’anno in Serie A e che, tra giugno e luglio, disputeranno la fase finale della competizione indossando la maglia della propria nazionale. Tuttavia, gli italiani “di adozione” che parteciperanno alla massima competizione per Nazionali non saranno poi così tanti. La Serie A sarà rappresentata poco e non benissimo, nel senso che la stella più luminosa del nostro campionato, Paulo Dybala, a oggi è soltanto l’alter ego di Leo Messi nell’Argentina.

Il problema però non è tanto l’apice, quanto la “classe media”. Tra le maggiori accuse mosse nei confronti del calcio italiano, quella

(foto Insidefoto.com)

che ha avuto più risalto è: «ci sono troppi stranieri». Come riporta “La Gazzetta dello Sport”, l’affermazione non è del tutto vera. Da un punto di vista statistico, dei 5 principali campionati continentali la Serie A è soltanto il terzo torneo con il maggior numero di stranieri impiegati: 246, il 54,2 per cento del totale. Più della metà, ma ormai la globalizzazione calcistica è una realtà incontrovertibile. Tant’è vero che in Premier League è non-­inglese il 67,1% dei giocatori utilizzati (282), in Bundesliga non sono tedeschi il 57,7% (228 elementi), in Ligue 1 non sono francesi il 50% (229). Soltanto in Spagna gli “indigeni” restano sopra la metà del totale: gli stranieri in Spagna rappresentano il 43,1% del totale (193 giocatori).

Troppi stranieri in Serie A? Ecco chi ne ha effettivamente schierati di più

Poca Serie A in Russia, un problema di qualità

Detto della quantità, è bene approfondire sulla qualità. Gli stranieri della Serie A che sono stati convocati dalle nazionali qualificate al Mondiale sono stati 58, ai quali se ne aggiungono altri 20 che nell’ultimo anno hanno raccolto almeno qualche convocazione, con Cionek e Laribi dalla B in aggiunta. Che poi abbiano effettivamente un posto in Russia, è tutto da vedere. Callejon, Luis Alberto e Suso nella Spagna, per fare un esempio, sono protagonisti con Napoli, Lazio e Milan, ma nelle Furie Rosse la concorrenza è formidabile.

Insomma, a conti fatti meno di 80 potenziali partecipanti a Russia 2018, a volerli mettere dentro proprio tutti tutti, su 246 stranieri impiegati nel campionato italiano significano una cosa sola: non ci sono troppi stranieri, ci sono troppi stranieri di terzo o quarto piano. Gente che evidentemente aggiunge poco alla qualità del prodotto Serie A.

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