maglia allenamento MIlan 2018-2019
Esultanza dei giocatori del Milan contro il Craiova (Foto: Insidefoto)

Rifinanziamento debito Milan – Il Milan è a un passo dal rifinanziare il debito contratto con il fondo americano Elliott al momento dell’acquisto della società.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, ieri il club guidato da Marco Fassone ha un contratto in esclusiva di otto settimane con Bgb Weston, una società di consulenza che ha già affiancato club calcistici in operazioni analoghe, che si è impegnata a trovare la banca o il fondo che rifinanzieranno sia il debito del club sia quello della controllante Rossoneri Sport Investments Luxembourg.

Secondo il Corriere della Sera un soggetto interessato a rifinanziare il debito sarebbe già stato individuato.

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Di queste otto settimane, spiega ancora il quotidiano di Via Solferino, le prime quattro saranno impiegate per una due diligence approfondita del piano di sviluppo del Milan, le altre quattro per finalizzare l’affare. Che però è già a buon punto.

«Da 2-3 mesi abbiamo studiato delle soluzioni alternative a quelle già presentate al Milan in estate», racconta Lorenzo Gallucci, a capo del team di Bgb al lavoro sulla pratica Milan, «che calzassero meglio con le esigenze del club. Sono fiducioso che si possa arrivare a qualcosa di definitivo anche prima delle otto settimane, con tempistiche decisamente più rapide dei classici rifinanziamenti».

Rifinanziamento debito Milan, l’esposizione verso Elliott

Ad aprile il fondo Elliott ha prestato last minute (con l’intervento dell’avvocato Riccardo Agostinelli) 303 milioni a Yonghong Li per finalizzare l’acquisto del Milan dalla Fininvest.

Il fondatore di Elliott Management Paul Singer
Il fondatore di Elliott Management Paul Singer

Dopo il closing e le operazione infragruppo realizzate con l’emissione dei due bond, l’indebitamento verso Elliott è così suddiviso:

180 milioni (a un tasso dell’11,5%) fanno capo a Rossoneri Sport Investments Lux;

123 milioni (tasso 7,7%) fanno a capo al Milan e rappresentano i 2 bond sottoscritti a maggio da Elliott.

Entrambi i finanziamenti hanno come data di scadenza ottobre 2018.

Nel caso in cui il Milan o Yonghong Li non riuscissero a onorare i propri impegni, il fondo Usa avrebbe la possibilità di escutere le garanzie ricevute a fronte del finanziamento, rilevando così il controllo del club rossonero a una cifra decisamente bassa, ragionevolmente per rivenderlo in fretta a qualcun altro e far fruttare al massimo l’investimento.

Rifinanziamento debito Milan, le opzioni a disposizione del club

La priorità di Fassone è di trovare il modo per liberarsi della spada di Damocle della scadenza 2018. L’obiettivo, fissato al massimo per la primavera, secondo il Corriere della Sera, starebbe per essere raggiunto in anticipo.

Tra le soluzioni alternative sul tavolo di Fassone c’era quella presentata da Merrill Lynch, ma come le altre, dopo la firma dell’esclusiva con Bgb Weston, è congelata.

Se era infatti relativamente facile trovare qualcuno che rifinanziasse il debito del Milan , più difficile era occuparsi anche di quello in capo alla holding lussemburghese controllata da Yonghong Li.

Il presidente del Milan, Yonghong Li (foto: Daniele Mascolo)
Il presidente del Milan, Yonghong Li (foto: Daniele Mascolo)

«La soluzione identificata rifinanzia entrambi; il finanziamento andava rivisto senza penalizzare il club e naturalmente in un periodo più lungo, dai tre ai cinque anni», spiega Gallucci di Bgb.

Saranno cinque anni e per una cifra superiore a quella prestata da Elliott. Significa ossigeno vitale per il Milan, che ora avrà più tempo per portare avanti i propri obiettivi, potrà avere più autonomia di gestione (venendo meno i covenant), e liberare asset ora tutti in garanzia a Elliott. «Crediamo molto nell’attuale management e riteniamo che con il nostro aiuto il club potrà svilupparsi in particolare in Asia, dove è in atto un’importante diffusione del brand», conclude Gallucci.