Da un paio di stagioni le comproprietà non sono più permesse nel calcio italiano. Ma alla vecchia formula si è sostituito un accordo ibrido, ovvero la compartecipazione in caso di vendita del giocatore.

Un accordo formalmente diverso ma che negli effetti può generare transazioni molto simili a quanto accadeva con i vecchi accordi aboliti.

Succede con diversi giocatori, tra cui Sergej Milinkovic-Savic, centrocampista della Lazio.

Una formula diversa, naturalmente, che si verifica solo in caso di cessione, ma che nella fattispecie ha visto un atteggiamento molto simile a quel che una volta accadeva con le comproprietà.

A rivelare l’operazione condotta a fari spenti quest’estate dal club è la Gazzetta dello sport che oggi spiega che 9 milioni di euro arrivati dalle ultime cessioni sono stati reinvestiti sul giocatore.

“O meglio – precisa la Gazzetta – su un’eventuale futura cessione”.

Due anni fa Milinkovic è arrivato alla Lazio dal Genk per 6 milioni di euro a titolo definitivo, più un diritto del 50% sulla somma realizzata per la cessione del serbo campione del Mondo under 20 con la sua nazionale.

Una clausola, quest’ultima, che è stata ora superata con il versamento di altri 9 milioni al club belga. Qualcosa di molto simile al pagamento di una seonda metà rivalutata.

Lotito nelle scorse settimane avrebbe detto di aver rifiutato una offerta da 70 milioni per il centrocampista, corteggiato anche dalla Juventus.

Nel frattempo il serbo a rinnovato fino al 2022. E Simone Inzaghi naturalmente lo considera un giocatore irrinunciabile per la sua squadra.

 

 

Già domenica contro il Milan Inzaghi dovrà rimediare all’assenza di Felipe Anderson in attacco (Nani non è ancora pronto).

Il tecnico conta molto su Milinkovic come goleador aggiunto. Ma soprattutto come uomo in più perl’assalto alle posizioni da Champions.