Il presidente del Paris Sint-Germain, Nasser Al Khelaifi (Insidefoto.com)
Il presidente del Paris Sint-Germain, Nasser Al Khelaifi (Insidefoto.com)

Il Paris Saint-Germain prende atto della decisione della Uefa di accertare immediatamente se i conti del club parigino per la stagione 2017/2018 siano conformi ai criteri del fair play finanziario, ma i vertici della società transalpina si dicono comunque “sorpresi” dalla decisione di Nyon.

Il PSG, ha fatto sapere in una nota, «ha tenuto costantemente informata» l’autorità di controllo dell’Uefa «sull’impatto di tutte le operazioni di mercato effettuate quest’estate, anche se nulla l’ha obbligata a farlo».

Per questo motivo il club presieduto da Nasser Al-Khelaïfi si dice «molto fiducioso nella sua capacità di dimostrare che rispetterà pienamente le regole del fair play finanziario per l’anno fiscale 2017/2018».

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Il PSG ricorda inoltre «di aver sempre operato in piena trasparenza con le autorità calcistiche europee, con le quali ha instaurato un rapporto di fiducia negli ultimi sei anni, dimostrando il massimo rispetto per l’istituzione».

Il 23 agosto, spiega ancora il club parigino il direttore generale, Jean-Claude Blanc, ha presentato i dati agli esperti UEFA, tra cui Andrea Traverso, responsabile del fair play finanziario, presso la sede centrale del club per più di tre ore, dimostrando che le transazioni con FC Barcelona e AS Monaco erano in linea con le regole del fair play finanziario per l’esercizio finanziario 2017/2018».

«Il 31 agosto», continua il comunicato del PSG, «la direzione generale del club ha nuovamente discusso con i dirigenti del Financial Fair Play della UEFA per spiegare in piena trasparenza come l’operazione con AS Monaco sarebbe stata inclusa nei conti del Club in questa stagione, sia in termini di ammortamento che di ingaggio, conformemente ai principi contabili francesi e agli IFRS».

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Non solo, il PSG ha inoltre fatto sapere che le operazioni di mercato realizzate nel corso dell’estate dovrebbero consentire al club di migliorare il proprio risultato di oltre 104 milioni già nel bilancio 2017/2018 e che, avendo un parco giocatori con un valore di mercato molto significativo, avrebbe comunque la possibilità di realizzare importanti plusvalenze già nelle prossime finestre di mercato (gennaio e giugno) con la possibilità di contabilizzare gli effetti nell’esercizio finanziario che chiuderà il 30 giugno 2018.

Con l’arrivo di Neymar e Mbappé, sottolinea ancora il club parigino, il PSG ritiene di aver compiuto un nuovo passo nel suo progetto per costruire un club sportivo di caratura mondiale.

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Il Club ha dimostrato negli ultimi anni di avere la capacità di sviluppare i propri ricavi in modo esponenziale e prevede un incremento del 20-40% di tutte le leve a sua disposizione (ricavi internazionali, sponsorizzazioni, merchandising, biglietteria, diritti televisivi, ricavi legati ai risultati sportivi, tour estivi e invernali).

Nei prossimi giorni, conclude la nota del PSG, «il Club proseguirà il dialogo con l’UEFA e risponderà a tutte le questioni sollevate dall’organismo europeo, come di consueto, nell’interesse del dialogo e della trasparenza».

4 COMMENTI

  1. Il Psg attualmente fattura 540 mln (senza considerare “come” fattura la gran parte…)
    Il 40 % in più vorrebbe dire 750 mln, cioè più di quanto fatturano United e Real.
    Ma questi del PSG ci sono o ci fanno?!….roba da pazzi

  2. Marco Spinelli.Il fair play finanziario adottato dal Uefa per contenere certi eccessi del mondo del Calcio è la classica strada per l’inferno lastricata di buone intenzioni.Se devi spendere quanti incassi per la nota legge….che piove sempre sul bagnato le società più forti non faranno che accrescere il loro potere economico dal momento che sponsor,televisione ed altro preferiscono investire su chi da maggiori garanzie in termini di vittorie sportive,il fair play finanziario in questa salsa produce una spirale,lo stiamo già vivendo,che riduce la competitività all’interno del movimento calcistico.Il fair play finanziario può andare bene ma patto che vengano aggiunti dei correttivi che introducano,anche con forzando la mano,una maggior competitività all’interno del sistema Calcio,nello sport americano esista il sistema del Draft che regola l’accesso all’acquisto di una determinata fascia di giocatori,occorrerebbe adottare qualcosa di simile nel Calcio, naturalmente con le dovute differenze dal momento che un profondo solco divide lo sport professionistico statunitense da quello europeo.Squadre come Real Madrid,Barcellona,Bayern Monaco,Manchester United,saranno di sicuro contrario ad un provvedimento che impedisca ad esempio alle prime otto qualificate della Champions(chi arriva fino a quarti della competizione)di non poter tesserare nella stagione successiva giocatori che stanno sotto i venticinque anni,ma altre come Juventus,Milan,Inter,Atletico Madrid,Borussia Dortmund,Liverpool, e tantissime altre sarebbero ben felice se esistesse un limite di questo genere, permetterebbe loro di rientrare in pista per il successo nella Champions League(ricordiamoci che nelle ultime sette stagioni la Champions League solo il Chelsea è riuscito ad inserirsi nel trio Real Madrid,Barcellona,Bayern Monaco).Se un certo numero di squadre viene estromesso per regolamento dal tesseramento dei talenti giovani si finirà per incidere al ribasso sul costo dei medesimi, gli eccessi che si sono visti in questa stagione diverranno meno frequenti se poi a queste aste potranno partecipare solo squadre che hanno un potere economico più basso.

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