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Tifosi del Genoa sugli spalti (Foto: Insidefoto)

Continua la ridda di indiscrezioni sui possibili compratori del Genoa, dopo che Enrico Preziosi ha annunciato a Telenord di aver individuato un acquirente per il club e di essere ormai vicino alla firma. Secondo la versione online di Milano Finanza, il soggetto individuato da Preziosi sarebbe l’industriale del caffè Massimo Zanetti (è suo il marchio Segafredo).

Secondo il sito del quotidiano finanziario, Zanetti, presidente e fondatore del Massimo Zanetti Beverage Group (Mzbg), potrebbe presto diventare il nuovo proprietario del club ligure. Nessun altro particolare viene rivelato, ma in ambienti finanziari milanesi la ricostruzione di MF viene accreditata come molto fondata.

Massimo Zanetti è una vera e propria istituzione nel mondo del caffè essendo il fondatore e presidente di Mzbg nonché il suo maggiore azionista. Zanetti infatti attraverso la Massimo Zanetti Industries Sa controlla la maggioranza assoluta di Mzbg che nel 2016 ha registrato un esercizio in crescita: l’ebitda è salito del 7,4% a 68 milioni e l’utile è aumentato da 12 a 17 milioni. In calo soltanto i ricavi (da 942 a 916 milioni) per il mancato rinnovo di una fornitura di caffè mass-market alla catena statunitense di supermercato Wal-Mart.

Insomma per i tifosi rossoblù, se l’operazione dovesse concretizzarsi, si potrebbe profilare un periodo di tranquillità finanziaria notevole. Mzbg d’altronde è presente in oltre 110 Paesi adottando una strategia di affiancare a un brand noto locale il marchio Segafredo, sinonimo dell’eccellenza italiana. Il piano è quello di crescere ancora attraverso l’m&a dopo l’ acquisizione di Nutricafès in Portogallo.

Zanetti, le esperienze come sponsor e presidente del Bologna

Massimo Zanetti non è nuovo ad investimenti nel calcio e nello sport. Il marchio Segafredo è stato sponsor principale del Bologna Calcio tra il 1986 e 1989 (oltre che su quelle della Pallacanestro Gorizia tra l”84 e l”88 e su quelle del Treviso in diverse annate tra il 1986 e il 2006).

Il patron del gruppo Segafredo è stato anche direttamente coinvolto nella gestione del club emiliano. Il 23 dicembre 2010, dopo una lunga e travagliata trattativa durata all’incirca un mese, la cordata imprenditoriale Bologna 2010, guidata proprio da Zanetti ed allestita dall’ex numero uno del gruppo Unipol, Giovanni Consorte, acquistò il 100% del Bologna Calcio da Sergio Porcedda (che ne deteneva l’80%) e Francesca Menarini (che aveva il rimanente 20%). Zanetti assunse contestualmente la carica di presidente. La carica di presidente onorario, non operativo, viene affidata a Gianni Morandi.

Il 21 gennaio 2011 Zanetti si dimise inaspettatamente da presidente del Bologna e da consigliere della holding rossoblu a causa di divergenze con i soci. La presidenza venne quindi assunta da Marco Pavignani, mentre Morandi restò presidente onorario. Zanetti, dopo le dimissioni e nonostante la sua non adesione ai successivi aumenti di capitale, restò comunque l’azionista di maggioranza relativa della società con la sua quota di 4 milioni.

Il 25 settembre 2014 Zanetti annunciò la sua volontà di ricapitalizzare il Bologna per diventarne così azionista di maggioranza. La trattativa che avrebbe previsto l’acquisizione del 51% delle quote societarie e il ritorno di Zanetti come presidente del club saltò il 9 ottobre 2014, in seguito all’avvenuta accettazione del C.d.A. del Bologna Calcio della proposta di acquisto del club da parte della cordata americana guidata dall’avvocato newyorkese Joe Tacopina, che ha poi aperto la strada all’attuale proprietà canadese di Joey Saputo.

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