Lega Calcio Fenucci
Claudio Fenucci (foto Insidefoto.com)

L’amministratore delegato del Bologna, Claudio Fenucci, è da tempo uno dei maggiori ispiratori delle riforme nel calcio italiano. Il suo ruolo già nei mesi scorsi era stato particolarmente importante per spingere verso una serie di cambiamenti, a partire dai diritti tv, nel nostro calcio.

In una lunga intervista al Corriere della sera nell’edizione di Bologna Fenucci torna su tutti i temi caldi della gestione di una società e fornisce la sua visione del momento storico del nostro calcio.

RICAVI. «Con la situazione attuale del calcio italiano – spiega Fenucci -, serve una visione di lungo periodo. Devono cambiare alcuni fattori, perché avviare una crescita sportiva solo per via interna è difficile: possiamo far crescere i ricavi commerciali e abbiamo fatto +60% andando oltre gli 11 milioni, ma serve una riforma generale del sistema. Noi stiamo lottando ma può farla solo il governo, perché non sarà mai condivisa tra i club».

maglia Bologna 2017-2018

STADIO. L’impianto di proprietà è l’aspetto chiave per migliorare il fatturato e vi sono due momenti nella mente di Fenucci, quello della progettazione e della realizzazione. “Fino ad allora, è possibile che una crescita sportiva passi dalla valorizzazione economica di qualche giocatore: non è uno scandalo, lo fanno tutti”. Ovvero: i club senza stadio non possono prescindere dalle operazioni di mercato in uscita.

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(Insidefoto.com)

MERCATO. “Per dare un segnale – dice Fenucci -, quest’estate abbiamo preferito non ascoltare offerte per i nostri giocatori: sarebbe stato facile approfittarne e chiudere il bilancio in pareggio. Invece abbiamo privilegiato l’aspetto sportivo ma il sistema deve diventare scalabile”.

INVESTIMENTI. “Il presidente viene dalla Mls: quel sistema favorisce la competizione dividendo iricavi in parti uguali, il nostro la ostacola. Joey ha dovuto far fronte a un investimento di gran lunga superiore rispetto a quello che ipotizzava inizialmente: abbiamo messo in piedi un piano che pensasse al campo ma anche al risanamento della situazione debitoria del club, che era di 40 milioni in B. Abbiamo investito 28 milioni per tornare in A e ci siamo rimasti, ora cerchiamo aggiustamenti”.

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Joey Saputo, presidente del Bologna (Foto Insidefoto.com)

E se non ci fosse una riforma? “Serviranno altre risorse: la gestione operativa di tutte le squadre è in perdita a causa dei salari alti. Chi non lo fa rischia, chi lo fa a volte copre le perdite con la cessioni o ricapitalizzazioni”.

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