Juventus Real Madrid confronto costi
Florentino Perez e Andrea Agnelli (Insidefoto.com)

Negli ultimi cinque anni la Juventus è passata da produrre un EBITDA (risultato operativo al netto degli ammortamenti) poco al di sopra dello zero (6,9 milioni nel 2011/2012) e un EBIT (o risultato operativo) negativo per oltre 46 milioni di Euro ad un EBITDA di 89,7 milioni e un EBIT di 11,5 milioni nel corso dell’esercizio 2015/2016.

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Tabella 1: riclassificazione struttura dei costi Juventus (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016). * I dati differiscono dagli aggregati societari in quanto non considerano la gestione straordinaria.

Di contro, il Real Madrid ha fin dall’inizio del periodo di monitoraggio mantenuto un andamento di tale parametro costante: si è infatti passati 150,5 milioni di EBITDA ai 162,9 milioni dello scorso anno e dai 43,9 milioni del 2011/2012 ai 39,3 di EBIT dell’esercizio conclusosi il 30 giugno 2016. Ragionando in termini percentuali sul fatturato lordo, la Juventus, nello scorso esercizio, ha presentato un EBITDA del 23,1% (contro il 26,2% del Real Madrid) e un EBIT del 2,9% (Real Madrid 6,3%). In termini assoluti invece l’EBITDA è stato pari al 55% dei rivali, mentre per l’EBIT si parla del 29,2%: il motivo di questa variazione in termini relativi è data dal fatto che in relazione alla mole di fatturato prodotta, il Real Madrid “soffre” molto meno dei bianconeri l’input “ammortamenti”, che pur essendo di circa 20 milioni più alti possono essere assorbiti facilmente dalla struttura dei conti dei blancos.

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Tabella 2: riclassificazione struttura dei costi Real Madrid (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016).

Analizziamo ora nel dettaglio ogni input della gestione caratteristica. Le principali fonti di input (impropriamente costi) in un conto economico di una società calcistica sono stipendi del personale tesserato e ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori. Come si evince dal grafico sottostante, il Real Madrid (godendo di una massa di ricavi largamente superiore alla Juventus) ha sempre avuto spese superiori ai campioni d’Italia in carica: dai 297 milioni (contro 197) del 2011/2012 ai 344 contro 288 dell’anno scorso, le merengues hanno sempre speso mediamente almeno il 34% in più dei rivali bianconeri, che tradotto in termini assoluti significa un budget medio di 75 milioni di Euro a stagione superiore alla Juventus. Tirando il ragionamento agli estremi, essendo gli input a bilancio di Higuain pari a 32 milioni di Euro all’anno, significa poter avere in squadra almeno due pipita in più ogni stagione.

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Grafico 1: confronto costo del lavoro Juventus e Real Madrid (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016).

Juventus Real Madrid confronto costi, gli stipendi

Nel dettaglio del grafico sottostante si possono confrontare dettagliatamente gli stipendi dei tesserati. Nel 2011/2012 il Real Madrid si avviava a vincere il suo penultimo titolo (l’ultimo infatti è recente di una settimana) ed in rosa poteva già vantare campioni del calibro di Sergio Ramos e Cristiano Ronaldo, mentre la Juventus, reduce da due settimi posti consecutivi, si trovava a ripartire per l’ennesima volta con un progetto nuovo (poi vincente, con Antonio Conte in panchina). Pertanto è facilmente spiegabile la differenza di massa salariale di circa 50 milioni tra le due compagini. Da quel momento entrambi i club hanno visto salire considerevolmente il proprio monte ingaggi: CAGR del 10,2% annuo per i bianconeri (che partendo da posizione di vantaggio si trovavano quindi ad inseguire) e del 5,4% (la metà in pratica) per i madrileni. Nell’ultimo esercizio la forbice è stata ridotta al minimo: 221,5 contro 248,1, in sostanza il monte ingaggi del Real è il 112% di quello della Juventus (rispetto al 150% di inizio periodo).

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Grafico 2: confronto stipendi tesserati Juventus e Real Madrid (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016).

Uno dei parametri dettati dall’UEFA per monitorare la stabilità delle società di calcio è che gli stipendi del personale tesserato siano inferiori al 70% del fatturato al netto delle plusvalenze da player trading. Con l’eccezione del 2011/2012 per la Juventus, entrambe le compagini hanno sempre rispettato questa regola. Tra l’altro quella stagione fu l’unica per i bianconeri senza coppe europee: da qui ancora una volta emerge l’importanza della partecipazione alla Champions League per alimentare un business model vincente.

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Tabella 3: confronto incidenza % degli stipendi del personale tesserato rispetto al fatturato netto di Juventus e Real Madrid (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016)

Juventus Real Madrid confronto costi, gli ammortamenti

Come visto precedentemente il Real Madrid spende complessivamente più di 50 milioni rispetto alla Juventus alla voce costo del lavoro allargato. La prima metà è giustificata da stipendi che riconosce ai propri top players, mentre la restante parte è dettata da quote ammortamento maggiori. Tali quote si riferiscono, appunto, all’ammortamento delle immobilizzazioni immateriali (iscritte nell’attivo dello stato patrimoniale di ciascun club) chiamate “diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori”. In termini meno tecnici si parla del famoso “cartellino”. Quando il cartellino di un calciatore è valutato 100 milioni di Euro e lo stesso giocatore sigla un contratto di 5 anni, la ripartizione di tale costo a conto economico (ragionamento da scindere rispetto alla logica finanziaria riguardante le rate, ossia in “quanto” pago il calciatore alla società venditrice) deve avvenire in 5 esercizi: la famosa “durata utile del bene produttivo”, secondo il principio contabile della competenza, contenuto all’articolo 2423-bis del Codice Civile (in questo caso sarebbero 20 milioni/anno).

Per questo motivo, transazioni in ingresso mediamente più alte (a parità di durata del contratto) fanno sì che una società contabilizzi annualmente ammortamenti dei “cartellini” più elevati. Ragionando in altri termini, gli investimenti sul mercato per rafforzare il parco calciatori, si traducono in ammortamenti più elevati quando il prezzo della trattativa è maggiore. Complessivamente negli ultimi 5 anni si è molto ridotto il margine tra bianconeri e blancos: infatti la Juventus è passata dal mettere a bilancio il 48% di ammortamenti rispetto ai rivali al 69% dell’anno scorso. Complessivamente però nel corso dei cinque anni si parla di 465 Real contro 273 milioni di Euro per la Juventus: il 170%.

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Grafico 3: confronto ammortamenti tesserati Juventus e Real Madrid (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016).

Maggiore quota di ammortamenti significa un valore medio contabile della rosa più alto, assunzione confermata dalla tabella sottostante. Per effetto delle spesso “roboanti” operazioni di mercato, dal valore medio più elevato e per la politica dei galacticos voluta da Florentino Perez, il Real Madrid ha sempre iscritto a bilancio almeno il doppio dei valori rispetto alla Juventus, mentre solo l’ultimo esercizio sembrerebbe aver invertito questo trend, portando la squadra italiana a valere “ben” il 56% degli spagnoli.

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Tabella 4: valore contabile rosa Juventus e Real Madrid (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016).

Spesso però ad un valore contabile basso corrisponde un diverso valore sul mercato, soprattutto per quei giocatori (ad esempio Ramos o Ronaldo da un lato e Bonucci o Marchisio dall’altro) pagati sì tanto, ma in squadra ormai da molte stagioni oppure cresciuti nel settore giovanile (quindi ad “ammortamento zero”). Per effetto degli ammortamenti maturati il loro valore a bilancio sarà basso, pur avendo un valore reale molto più elevato. Abbiamo provato dunque a confrontare il valore di mercato con il valore contabile delle ultime stagioni per poter così vedere quanto la differenza tra i club venisse spiegata da ciascuna variabile.

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Tabella 5: valore di mercato rosa Juventus e Real Madrid (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016). Fonte: transfermarkt.com

Analizziamo ora gli scostamenti di questi due valori. Come si evince dalla tabella sottostante, la Juventus ha sempre mantenuto nell’arco del periodo di analisi un valore di mercato della propria squadra almeno doppio del valore contabile degli stessi giocatori con un picco (nella stagione 2013/2014) di 3,35 volte. Il Real Madrid, invece, ha quasi sempre mantenuto tale valore sotto la soglia del 2x.

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Tabella 6: confronto rapporto valore di mercato / valore contabile, Juventus e Real Madrid (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016). Fonte valore di mercato: transfermarkt.com

Il grafico sottostante è da leggere in due modi: il primo è il rapporto di forza tra le due compagini. Il Real, come espresso precedentemente, sia che si parli di valore contabile sia che si parli di valore di mercato, vale più della Juventus. Il secondo invece è il seguente: il Real Madrid ha una “forbice” inferiore tra valore contabilizzato e valore di mercato.

Juventus Real Madrid confronto costi, le rose

Facciamo un esempio: nel 2013/2014 il valore contabile della rosa del Real Madrid era 2,60 volte quello della rosa della Juventus (molto era dovuto al maxi-ingaggio di Gareth Bale), mentre sul mercato la stessa rosa valeva solamente 1,51 volte quella dei bianconeri. Questo dato, da prendere con la dovuta cautela in quando è nota l’aleatorietà dei valori di mercato, certifica ancora una volta una non diretta correlazione tra quanto viene iscritto dalle società a bilancio e quanto invece dimostra la realtà. Tra l’altro, in quella stagione, pur avendo un valore contabile molto più alto del reale valore di mercato di quella rosa, il Real Madrid vinse Copa del Rey e soprattutto decima con Bale protagonista.

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Grafico 4: confronto valore contabile e valore di mercato Juventus e Real Madrid (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016). Il rapporto è dato a valore Real Madrid / valore Juventus.

Da ultimo completano l’analisi dei costi gli input di conto economico differenti dalla gestione prettamente calcistica. In questo caso parliamo dei costi di struttura o, nel caso del Real Madrid, anche dei costi che si riferiscono agli altri sport (essendo i blancos una polisportiva). Dall’analisi emerge come, solamente nell’ultimo esercizio (e al netto dei 23,8 milioni destinati ad altri sport), gli spagnoli contabilizzino 2,46 volte i costi dei bianconeri. Se da un lato questo potrebbe indurre a pensare che sia un saving ed un motivo d’orgoglio per la Juventus, dall’altro purtroppo è indice di come ancora poco sia sviluppata (sempre con riferimento al Real Madrid e non in termini assoluti) la gestione extra-calcio. Il brand Real Madrid (secondo nella classifica di valore per i brand del calcio secondo Brand Finance, http://www.calcioefinanza.it/2016/06/06/classifica-brand-finance-2016-juventus-milan-inter-roma-valore-del-marchio/ mentre primo nel calcio e secondo in ogni sport per Forbes https://www.forbes.com/pictures/mli45fgemg/2-real-madrid/#42202c2a291c ), infatti, al pari di pochi altri all’interno dell’industria calcistica, attira ogni anno sempre più tifosi e sempre più al di fuori dei confini spagnoli e europei. Il bacino di mercato è sempre più ampio e, di anno in anno, aumentano i ricavi generati dai nuovi mercati in cui, avendo agito i blancos da cosiddetti first mover, il marchio e il fascino del Real Madrid esercitano una grande attrazione.

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(Insidefoto.com)

Tuttavia per poter gestire quest’imponente “macchina” (più che squadra di calcio si parla di media company, in pieno stile americano) devono essere dedicate risorse e spesi soldi per garantire tale sviluppo. I maggiori costi quindi sono da imputare non certo ad inefficienze, ma ad una più capillare copertura del territorio mondiale con decine di sedi commerciali, uffici di rappresentanza, shops, negozi e cafè di proprietà (celeberrimo è il Real Madrid Cafè a Dubai). In questo senso la Juventus ha provato e sta provando a muoversi con l’introduzione del nuovo logo e del nuovo sviluppo commerciale ad esso legato (oltre che alla gestione in proprio del merchandising), conscia del fatto che fare le stesse cose del Real Madrid da follower sarà molto difficile.

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Grafico 5: confronto costi extra-calcio Juventus e Real Madrid (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016).

Juventus Real Madrid confronto costi, EBIT, EBT e Risultato Netto

Come risultato di questo spaccato sui costi (e della precedente analisi sui ricavi) abbiamo il risultato finale, interpretabile attraverso la lettura di EBIT, EBT e Risultato Netto. Come visto precedentemente l’EBIT della Juventus è stato negativo per oltre 46 milioni di Euro nel 2011/2012 mentre è migliorato fino ad arrivare al valore di 11,5 milioni nel corso dell’esercizio 2015/2016. L’EBT, o utile ante imposte (ossia un EBIT che tiene conto di gestione finanziaria e straordinaria), è stato positivo per i bianconeri dalla stagione 2013/2014 ed è in netto miglioramento se si tiene conto che nel 2011/2012 si attestava a 45,9 milioni e nel 2015/2016 era a 11,6 milioni (incremento assoluto di 57,5 milioni). Il risultato netto, invece, è stato positivo sia nel 2015/2016 sia nel 2014/2015, mentre se analizzato in termini aggregati è negativo per 64 milioni nel periodo di monitoraggio. A fronte di 1,548 milioni di fatturato dunque la Juventus ha contabilizzato perdite nette per il 4,1% di tale valore.

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Tabella 7: riclassificazione conto economico Juventus (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016). * I dati differiscono dagli aggregati societari in quanto non considerano la gestione strardinaria.

Discorso diverso, come già affermato in precedenza, per il Real Madrid che nello stesso periodo ha contabilizzato EBIT, EBT e Risultato Netto sempre positivi. In particolare il Risultato Netto aggregato è stato pari a 173 milioni di Euro, il 5,8% del fatturato aggregato pari a 2,958 milioni di Euro.

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Tabella 8: riclassificazione conto economico Real Madrid (dalla stagione 2011/2012 al 2015/2016).

Infine, un ultimo interessante spunto può essere dettato anche dall’ammontare delle imposte aggregate: circa 30 milioni per la Juventus, nonostante un EBIT di periodo negativo per 10 milioni ed un EBT negativo per 34. Invece circa 53 milioni di imposte per il Real Madrid a fronte di un EBIT di 260 e un EBT di 227.

2 COMMENTI

  1. 10 anni fa la Juventus aveva ricavi uguali a barcellona e real madrid e manchester united ,superiori al Bayern Monaco . Oggi la Juventus grazie allo stadietto da 40mila posti e ad agnelli ed elkann ha ricavi che sono la metà di questi club e nel medio lungo termine non potrà competere con essi.

    • Buongiorno Giovanni,
      accogliamo di buon grado i tuoi puntuali commenti (così come quelli degli altri lettori di CF). Tuttavia, essendo l’autore dell’articolo, mi preme sottolineare che in questo pezzo non vengono analizzati i ricavi delle società (come da te indicato), bensì i costi sostenuti.

      Cordiali saluti,
      Alberto