Massimo Cellino è fortemente interessato al Brescia calcio e nelle prossime settimane potrebbe diventarne il nuovo presidente.

L’ex patron del Cagliari che in queste ore ha concluso il passaggio del 50% delle sue azioni del Leeds a Andrea Radrizzani (nei giorni scorsi CF aveva preannunciato l’imminente disimpegno, che ora è ufficiale, dopo che il club inglese ha fallito l’approdo in Premier League e non giocherà i playoff) vuole tornare in Italia ripartendo anche da un club di serie B.

A Brescia Cellino ha importanti contatti a partire dagli avvocati dello studio Ghirardi da sempre vicini all’imprenditore sardo anche negli anni della Serie A con il Cagliari (Bruno Ghirardi è stato anche presidente del suo Cagliari).

E proprio Brescia sarebbe una piazza appetibile per poter ripartire, anche in virtù dei ragionamenti avanzati dalla società, e dalla disponibilità del Comune di Brescia, per realizzare il nuovo stadio Mario Rigamonti.

Con due gare ancora da giocare le Rondinelle si trovano a 46 punti ovvero 2 in più della zona retrocessione. Ora sfideranno Pro Vercelli in trasferta e Trapani in casa per ottenere gli ultimi punti decisivi. Nelle ultime 10 partite (ovvero da quando il brescianissimo Gigi Cagni è arrivato sulla panchina lombarda) l’andamento è ottimo: 6 pareggi, 3 vittorie ed una sola sconfitta.

Secondo quanto risulta a CF – calcioefinanza.it la trattativa è aperta ed a occuparsene è lo studio milanese Pirola – Pennuto – Zei, ovvero professionisti di fiducia di Marco Bonometti, che negli ultimi due anni ha garantito alla società la continuità aziendale dopo il default tecnico creato dalla precedente gestione.

Come noto Cellino aveva approciato Bonometti nei mesi scorsi con una proposta da 5 milioni di euro ritenuta tuttavia non sufficiente. Anche perchè si tratta a grandi linee di quanto un club di Serie B incassa annualmente per i soli diritti sportivi.

L’impegno in queste due stagioni da parte del patron occulto, che ha sempre preferito rimanere nell’ombra non presentandosi di fatto mai allo stadio (formalmente Bonometti non ha alcuna carica nella società che è presieduta da un tecnico, Alessandro Triboldi, ex direttore generale del Comune di Brescia e uomo di fiducia di Ubi Banca, mentre il direttore generale è Rinaldo Sagramola, che è stato anche tra gli indiziati per il vertice della Lega di Serie B), sembra aver ridotto notevolmente l’indebitamento iniziale della società.

Un esborso che sarebbe stimato in una cifra tra i 20 e i 25 milioni di euro. 

Quanto può valere una società di Serie B? L’impressione è che per la metà di quella cifra si possa chiudere. Intorno ai 10 milioni, insomma, potrebbe arrivare la stretta di mano decisiva.

AGGIORNAMENTO (9 maggio 2017). In base a quanto riportato da Bresciaoggi, sentite fonti vicine al dossier Cellino è pronto ad acquistare anche subito il 60 per cento delle quote, mentre il 40 resterebbe all’attuale patron del Brescia Marco Bonometti. Sarebbe disposto a versare 5 milioni di euro per l’aumento di capitale, con l’impegno ad assumersi per intero la gestione societaria. Poi ci sono i 7 milioni e mezzo che il club di via Bazoli deve ancora pagare al fisco: Cellino è disposto ad assumere pure questa posizione debitoria, che pesa tuttora non poco sulle sorti biancazzurre.

Nella vicenda peserà non poco il discorso stadio sul quale è al lavoro lo studio “Crew” di Lamberto Cremonesi sia sulla progettazione che per quanto riguarda la fattibilità (ovvero il piano economico finanziario) che darà un quadro più preciso dell’investimento necessario.

L’obiettivo del Brescia calcio è quello di poter arrivare al titolo per poter edificare lasciando poi alla nuova proprietà il discorso sul coinvolgimento di partner per la realizzazione dell’opera, ma con una carta in mano molto importante, perchè significherebbe aver bypassato la parte burocratica, che è peraltro quella che al momento frena maggiormente Cellino.

I tempi, al momento, non sono strettissimi. Il campionato di Serie B chiude tra 2 settimane, il 21 maggio, e a quel punto la trattativa potrebbe decollare per chiudersi entro la fine di giugno. Difficilmente le parti si sbottoneranno prima di allora, anche se Bonometti ha fatto capire di avere tutta l’intenzione a cedere.

Ma è chiaro che chi vende ha tutto l’interesse a non sobbarcarsi ulteriori costi (iscrizione e mercato) lasciando così la gestione a una nuova proprietà dal giorno successivo all’eventuale salvezza.

E a tal proposito, il disimpegno del diesse Nicola Salerno e di Diego Lopez da Palermo nelle scorse settimane sembrerebbe portare proprio nella direzione di Cellino, pronto a ricostruire lo staff di sua fiducia per ripartire nel calcio italiano con il Brescia.

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