Scade il 21 aprile – una settimana esatta dopo l’assemblea per il closing, fissata per venerdì 14 – il termine entro il quale la nuova dirigenza del Milan dovrà presentare all’UEFA il piano finanziario relativo al voluntary agreement necessario per prendere parte alle competizioni internazionali nella prossima stagione in deroga alla break even rule prevista dal regolamento sul fair play finanziario.

Sebbene la partita per la qualificazione alla prossima Europa League sia ancora aperta e il Milan non abbia ancora la certezza di partecipare alle competizioni internazionali nella stagione 2017-2018, la nuova dirigenza targata Yonghong Li, che subentrerà a quella espressione di Fininvest, si troverà ad affrontare fin da subito una scadenza importante sul fronte societario.

L'uomo d'affari cinese Yonghong Li
L’uomo d’affari cinese Yonghong Li

Il Milan ha chiuso infatti gli ultimi due esercizi (2014 e 2015) in rosso rispettivamente di 91,3 e 89,3 milioni e, secondo indiscrezioni mai smentite, dovrebbe archiviare il 2016 con una perdita netta di circa 75 milioni. Ragione per cui l’accordo volontario con l’UEFA diventa fondamentale per tornare in Europa.

Bilancio Milan 2015, i dati consolidati degli ultimi 5 anni
Bilancio Milan 2015, i dati consolidati degli ultimi 5 anni

In base al regolamento UEFA sul fair play finanziario, modificato nel giugno 2015 per facilitare l’arrivo di nuovi investitori nei club europei, per sottoscrivere l’accordo volontario e derogare così alla regola che impone un rosso aggregato massimo di 30 milioni in tre stagioni un club deve:

  1. presentare un piano a lungo termine, costituito da un piano finanziario “basato su ipotesi ragionevoli e prudenti” che preveda il raggiungimento del pareggio di bilancio in quattro esercizi;
  2. dimostrare di avere le risorse finanziare a finanziarsi fino al termine del periodo coperto dall’accordo volontario;
  3. presentare un impegno irrevocabile da parte dell’azionista o di una parte correlata (nel caso del Milan potrebbe essere Yonghong Li o il fondo Elliott che lo ha finanziato) a coprire le perdite relative agli esercizi precedenti a quello in cui sarà raggiunto il pareggio di bilancio. Questo impegno irrevocabile – dice il regolamento – dovrà essere sancito per mezzo di un accordo giuridicamente vincolante tra il club e l’azionista (o la parte correlata). Non solo, l’UEFA Club Financial Control Body  potrebbe anche chiedere al nuovo azionista del Milan o a chi lo ha finanziato di presentare precise garanzie finanziarie.

Sulla carta, dunque, il nuovo Milan cinese avrebbe la possibilità di investire molto per rafforzare la squadra nei primi anni senza temere sanzioni legate al deficit di bilancio ma dovrebbe allo stesso tempo lavorare sulla crescita dei ricavi (il ritorno in Champions League nel 2018-2019 potrebbe essere già un primo boost su questo fronte) per raggiungere l’equilibrio finanziario nell’arco di quattro stagioni.

Prima però è necessario che la società passi di mano ufficialmente. Yonghong Li è dato in arrivo a Milano per dopodomani. Interviste vietate, scrive oggi Repubblica, solo una dichiarazione in cinese, nessuna domanda sul perché sia disposto a svenarsi per acquistare il Milan. Risposte che la nuova proprietà rossonera dovrà invece dare all’UEFA nel caso decidesse di procedere sulla strada del voluntary agreement.

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