Le polemiche sui programmi sportivi Rai, gli stipendi degli opinionisti, i palinsesti e gli ascolti sembrano non spegnersi mai.

Ne scrive oggi il quotidiano La Notizia, ricostruendo un quadro che non è affatto una sorpresa in vista dello sciopero indetto dai giornalisti della testata giornalistica della Rai per il prossimo 9 aprile, domenica, quando tutti i programmi sportivi della Rai resteranno muti.

A rischio i servizi della giornata di Serie A. L’agitazione, di fatto, è la diretta conseguenza del voto di sfiducia nei confronti del direttore – Gabriele Romagnoli – registrato al termine dell’assemblea della Tgs di qualche settimana fa. Da quel momento la linea del dialogo fra direzione e redazione si è spezzata.

La Rai, un pezzo alla volta, ha perso tutti i diritti sportivi delle grandi manifestazioni, finendo per trasmettere poche cose. Lo stesso direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, in commissione di Vigilanza aveva messo le mani avanti proprio su questo tema. Nonostante questo, come noto, si sta cercando di portare in palinsesto la Champions League per i prossimi tre anni con un accordo con Sky.

La corsa al rialzo dei prezzi sta mettendo fuori gioco la Rai, tanto che “sulla strategia sportiva stiamo cercando di concentrarci su un numero di eventi significativi per la tv, dove però ci troviamo di fronte a prezzi sempre maggiorati. Sulla radio vogliamo conservare la forza che abbiamo”.

I giornalisti di RaiSport, in particolare, oltre a rinnovare la richiesta di un confronto con il direttore, sono preoccupati per la mancata digitalizzazione e il persistente calo degli ascolti di tutti i programmi. Sullo sfondo, poi, c’è la questione della chiusura di RaiSport 2 e l’incertezza sui futuri acquisti dei diritti sportivi delle competizioni più importanti. Da adesso in poi ci sono cinque giorni di tempo per scongiurare lo sciopero.

E la palla passa al direttore Gabriele Romagnoli e all’azienda la quale si ritrova fra le mani un altro fronte rovente. Del resto che in Rai le cose non stiano andando per il verso giusto lo dimostra il fatto che domenica scorsa non è andato in onda lo storico programma Rai dedicato alle gare di serie A della domenica. Le telecamere degli studi milanesi di “Quelli che il calcio” sono rimaste spente a causa dello sciopero indetto dagli operatori dell’emittente pubblica.

Alla luce della prossima sosta del campionato dovuta agli impegni delle nazionali, quindi, Nicola Savino e tutta la band di Quelli che il calcio tornerà in onda direttamente nel mese di aprile.

3 COMMENTI

  1. “e il persistente calo degli ascolti”

    riguardiamo una Domenica Sportiva ad esempio del 1976: taglio cinematografico dei servizi filmati con abbondanza di immagini rallentate e riprese dal basso, voce narrante suggestiva e un po’ di poesia epica…. anche chi era stato nel pomeriggio al campo non si perdeva quello spettacolo comunque “nuovo” e diverso. forse adesso non ci sono i diritti per rielaborare creativamente le immagini e bisogna mandare gli highlights così come sono, senza un’anima nuova…. peccato!

  2. Alla Rai andrebbero tolti i diritti per la serie A di 90esimo minuto e le interviste delle 17.. Negli altri paesi infatti nessuna tv pubblica ha l’opportunità di trasmettere le partite di campionato 1 ora dopo il fischio finale e nemmeno le interviste. Questo porta ad un abbassamento del numero degli abbonati alla paytv e del costo dei diritti tv del campionato per la sua esclusività

  3. E va bene, togliamo il 90’M, ma in cambio “calmieriamo” i prezzi del biglietto al campo e della birra al chiosco. e dopo le 23 una Domenica Sportiva in chiaro per tutti degna di questo nome come ai tempi di Claudio Sala!
    Dopo quanto tempo va in onda “Match of the Day” rispetto agli incontri giocati?

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