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Mino Raiola (Insidefoto.com)

E’ tornato di moda in questi giorni il tema legato alla cessione di quest’estate di Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United.

Prima, nell’assemblea degli azionisti, Giuseppe Marotta ha spiegato nel dettaglio l’operazione. Che in sostanza prevedeva un superpremio al procuratore in base al prezzo di cessione del giocatore.

Quindi nei giorni scorsi, Mino Raiola in una intervista al Financial Times è tornato sul tema spiegando che, appunto, la Juventus non deteneva il 100% delle quote del giocatore.

Una intervista ripresa da diversi organi di stampa, sia in Inghilterra – dove Pogba è andato a giocare – che in Italia.

Lo stesso Raiola ha tenuto nell’intervista a precisare che l’operazione – come noto – venne effettuata prima della messa fuorilegge delle TPO e che da parte sua questo tipo di comportamento era abbastanza normale.

Sempre il procuratore di Pogba ha confermato al Financial Times che oggi, una operazione come quella, non sarebbe più concessa.

Ma come noto la FIFA al momento dell’introduzione del bando alle TPO ha esplicitamente chiesto alle società di risolvere i contratti in essere secondo gli accordi presi. Quindi nessun tipo di retroattività.

CF – calcioefinanza.it aveva, già quest’estate, parlato di “TPO mascherata”, il che, probabilmente, ci fa apparire solo come eccessivamente prudenti nella definizione, visto che la presenza di una terza parte nei diritti sul cartellino di Pogba è ormai decisamente confermata da tutte le parti in gioco.

Oggi come allora, in base ai dati emersi si può confermare: non ci sarebbe nulla di illegale in una eventuale partecipazione. Ed è bene sottolinearlo più volte.

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