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Un pallone utilizzato nelle gare di Champions League (Foto: Insidefoto.com)

La commercializzazione dello sport allontana i tifosi dagli stadi italiani, effetto impossibile da evitare causato da un fenomeno “perverso” rappresentato dal crescente peso del denaro nel mondo del calcio. È tutta qui, secondo Melchor Sànchez, sottosegretario del Pontificio consiglio della cultura con delega allo sport, la causa della diminuzione delle presenze sugli spalti degli stadi italiani. A margine della Sport at the sevice of humanity, prima conferenza su fede e sport, chiacchierando con l’AdnKronos Sànchez dice che “si va allo stadio per il piacere di vedere la propria squadra giocare. Quando questi valori si perdono è un mostro che divora se stesso“.

E allora è così che “si crea disaffezione” per il mondo del calcio; ma questo sarebbe quasi un bene per lo sport italiano tout court perché all’allontanarsi dei tifosi cresce la diffusione delle altre discipline, secondo Sànchez: la diminuzione delle presenze allo stadio, spiega, “allo stesso tempo coincide con la diffusione dello sport popolare, pensiamo alla podistica o al ciclismo, che stanno conoscendo un diffusione enorme. Lo sport è un bene prezioso che va tutelato e promuoverne la pratica per tutti è quello che vogliamo fare” in Vaticano.

Un recente sondaggio di Demos per Repubblica ha dimostrato come il numero dei tifosi di calcio in Italia sia diminuito negli ultimi cinque anni, passando dal 52% al 38% degli intervistati. Gli interessi che ruotano attorno al pallone sono considerate una delle cause di disaffezione, ma non sono le uniche visto che incidono anche i troppi stranieri in Serie A e i timori di atti di violenza. In ogni caso, sebbene si possa essere in disaccordo con Sànchez sui motivi che spingono i tifosi ad abbandonare gli spalti, diminuiscono i ticket staccati di domenica in domenica in Serie A: nelle prime due giornate di questa stagione gli stadi erano pieni al 55%.